Chi sono?

Non si capisce chi sei, ha scritto una volta una lettrice del blog. «E chi ho da de esse? Un servaggio», gli ho risposto citando come metafora una bellissima poesia di Cesare Pascarella

Chi so io? E chi ho da esse…?

– E quelli? – Quelli? Je successe questa:
che mentre, lì, frammezzo ar villutello
così arto, p’entrà ne la foresta,
rompevano li rami cor cortello,
veddero un fregno buffo co’ la testa
dipinta come fosse un giocarello,
vestito mezzo ignudo, co’ ‘na cresta
tutta formata di penne d’uccello.
Se fermorno. Se fecero coraggio:
– Ah quell’omo! – je fecero, – chi siete?
– Eh – fece, – chi ho da esse’? So’ un servaggio.

Cesare Pascarella, La discoverta dell’America

49 pensieri su “Chi sono?

    • Chi so io? E chi ho da esse…?

      – E quelli? – Quelli? Je successe questa:
      che mentre, lì, frammezzo ar villutello
      così arto, p’entrà ne la foresta,
      rompevano li rami cor cortello,
      veddero un fregno buffo co’ la testa
      dipinta come fosse un giocarello,
      vestito mezzo ignudo, co’ ‘na cresta
      tutta formata di penne d’uccello.
      Se fermorno. Se fecero coraggio:
      – Ah quell’omo! – je fecero, – chi siete?
      – Eh – fece, – chi ho da esse’? So’ un servaggio.

      Cesare Pascarella, La discoverta dell’America

  1. Non so chi sei, ma presumo un carcerato.
    Il blog è molto, molto bello; scritto bene e soprattutto molto sentito, quindi profondo.
    L’ho scoperto solo ieri, ora comincerò a leggerti più di frequente. Congratulazioni,
    Andrea

  2. ciao,
    mi ha fatto un gran piacere trovare questo blog, alla domanda chi sei…beh…sorrido…..
    complimenti per questo blog che è davvero interessante, penso che lo visiterò spesso 🙂 !

    baci

    blanka

  3. La rivista che curi è molto intelligente, e molto commovente.
    E fa venire voglia di resistere e di disobbedire.

    Una sola cosa, non ti offendere: la finestrella con le traduzioni automatiche è un pericolo pubblico. Non traduce niente correttamente. Io ho verificato le lingue che conosco bene, per cui fidati!!
    Non credo che serva a niente, in un certo senso è controproducente. Meglio creare un network di volontari che ogni tanto traducano gli articoli più richiesti. Che dici?
    Un abbraccio, chiunque tu sia e
    GRAZIE!

  4. ho letto solo l’articolo su prima linea e proverò a confrontarlo col film quando avrò occasione di vederlo. il sito mi sembra fatto bene. io però ho la tendenza alla critica estrema e puntigliosa, quindi ti chiedo… non trovi quanto meno “in contrasto” con le idee propugnate la foto col tipo che dipinge sul muro la falce e il martello indossando le tiger?! io se avessi una certezza sulle mie idee politiche cercherei di essere il più coerente possibile anche ad esagerare… xò magari è solo una mia mania di perfezionismo… ormai i compagni di oggi sono tutti borghesi con fred perry, nike e angel&devil … 😦

    • Le Tiger sono delle scarpe!? Grazie dell’informazione. Magari il mio è solo un difetto ma in genere non guardo quello che gli altri portano ai piedi, anche perché poi non saprei distinguere. Penso piuttosto a quel che hanno in testa. Guardo le loro facce e se sono fanciulle anche qualcos’altro.
      Fred Perry non l’avevo mai sentito prima, ma se non avessi letto che si tratta di scarpe avrei pensato ad una marca di whisky. Facciamo così:
      lasciamo che uno calzi quel che vuole. La rivoluzione si fa meglio se uno non ha male ai piedi. E poi magari il giovane della foto quelle scarpe le ha “prelevate” da una vetrina… vallo a sapere. Mica sarai contrario all’esproprio di volgari merci?
      In ogni caso l’ascesi non aiuta granché a fare la rivoluzione. Il socialismo ascetico era una delle tante versioni del socialismo utopistico del primo 800. Le pezze al culo non sono un segno di coerenza ma un problema di reddito. Il comunismo non è l’indigenza condivisa ma la ricchezza redistribuita equamente.

  5. Bellissimo tutto, compreso il Pascarella, ma soprattutto la notizia di Manolo Morlacchi e Costantino liberi. A pugno chiuso Cesare

  6. ti leggo e mi sovviene una canzone di De Andrè..una delle tante citabili…
    Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d’obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    (nella mia ora di libertà)
    grazie e a presto. Blanka

  7. Ciao sono uno studente di giurisprudenza, mi presento mi chiamo Sebastianoi, ti volevo chiedere se potevo fare riferimento ad un paio dei tuoi articoli (Rosarno) per la mia tesi di laurea, in anticipo grazie del tempo dedicatomi, ps fai davvero 1 gran bel lavoro, continua così !!

  8. Belle e 4 parole. Mi piace quello che scrivi e mi piace come lo dici. Ma non ha importanza se non fosse che è un contributo per la Lotta.

    Massimiliano

    (ti linko)

  9. Ho conosciuto il tuo blog cercando sul web un commento condivisibile sulla vicenda di Battisti. Continuerò a seguirti perché vedo che sai di cosa stai parlando. Scusa la mia stupidità: sei Paolo Persichetti?

  10. Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.

    Scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fu Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).

    Ti invito a visitare la mia scatola ed eventualmente collaborare.

    Se un giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@gmail.com

    buona vita e a presto spero

  11. Ciao. Sono Donatella Quattrone. Sul mio blog mi faccio chiamare ColpaMetafisica. Sono quella che ha commetato sul blog di Valentina e vi ha segnalato.
    Ho idee politiche opposte alle tue ma è così con tutti quelli che frequento sul web. Come ora anche tu mi hai fatto simpatia e ho pensato di venire a trovarti qui. Ti linko. Ciao.
    Donatella.
    http://parolenude.splinder.com

  12. potresti essere Mario, Franco, Barbara o Alessandra…la storia e piena di nomi come le lapidi dei cimiteri….le celebrita’ hanno bisogno di un nome, i casellari giudiziari hanno bisogno di nomi, e in un potere dove il diritto non esiste, il nome e solo un dovere. l impoprtante e mettere a nudo realta’che forse non tutti sapevano , o che non volevano vedere e che ancora oggi esistono in tutti i carceri di regime. Nell esperienza non ce nulla di anacronistico ma solo il racconto di una vita cercata profondamente dal proprio essere. Un saluto, ovunque tu sia.

  13. quasi un pacchetto di sigarette e una notte insonne distribuita tra PolvereDaSparo e Insorgenze… ma ne valeva la pena! x___x
    A questo punto non resisto e ti cito l’ultima frase in risposta a Giovanni sul mio blog.

  14. ciao ,penso di aver letto un tuo libro, scritto con Oreste Scalzone, per Odradek se ho capito bene! Il tuo blog è veramente rigoroso e serio, l’ho conosciuto solo oggi. Ma mi spieghi una cosa? Perché quelli di Carmilla si sbracciano tanto per Saviano, tanto che hanno messo in croce Dal Lago in un pezzo? Un saluto

    • La domanda andrebbe girata direttamente a loro. Per quanto ne so credo che sotto ci sia un problema di legami letterari. Il direttore della collana Mondadori o Einaudi, non so esattamente perché come immagini non frequento quei salotti, che ha pubblicato Saviano è legato al giro di Carmilla. Credo proprio ai Wu ming, condivide i loro discorsi sul nuovo genere epico italiano di cui Saviano è ritenuto il più illustre interprete… Che dirti? Lasciamo alla storia dare il suo verdetto!

  15. Pingback: Prospero Gallinari: un passaggio delle memorie del “contadino nella metropoli. icordi di un militante delle Brigate rosse”

  16. Complimenti e grazie di esistere resistere e … credici nella comunicazione si edifichera’ il futuro, e tu sei comunicazione!

  17. Sono anni che leggo questo blog con onesta discontinuità. Qui capito quando mi interrogo sulla qualità della politica e della “giustizia”. Ho trovato nelle tue parole tanti concetti e tanti interrogativi che talvota mi pongo, per poi dimenticarmente dietro i colpi assestati dai ritmi di questo stile di vita perbenista e benpensante.
    Non so quale sia la storia della tua vita, ma per quello che posso comprendere sugli uomini liberi, tu dai l’impressione di esserlo molto più di tanti altri che dormono a casa tutte le notti. Grazie per condividere con noi pasanti tutto questo. Grazie di cuore. Filippo

  18. ma come fa un uomo (o donna) a torturare un altro uomo (o donna)? ma come fa un uomo a torturare un altro uomo? ma come fa un uomo a torturare un altro uomo?…mi dispiace, non riesco a pensare ad altro. Quando mi sforzo di pensare ad altro mi viene solo in mente: ma come fa un uomo a torturare un altro uomo e restare impunito? Penso che nessuno di noi sia libero. Chiunque abbia nel suo bagaglio questa roba e ci pensi la notte, é ancora più vittima di qualcosa che mi terrorizza profondamente. Se qualcuno di voi in questi blog ha una risposta, in particolare su come si fa a restare impuniti, come si fa? Voglio i nomi di chi perpetra e di chi lascia perpetrare! Anche per la storia del G8 di cui sono a conoscenza anche i perbenisti benpensanti…ma come é possibile?? Aiuto.

  19. Sono quelli come te che conservano la libertà, la alimentano e ne amano l’intima natura rivoluzionaria. Nessuna sbarra ferma il pensiero.

  20. a pugni chiusi dalla grecia, da un compagno che non ha fatto tempo di dissociarsi. chiedo scusa per il cattivo italiano , non scrivo ormai da molti anni. Ho militato anche io in autonomia ed alle formazioni combattenti e mi sento ancora vivo e felice che esistono compagni come te. ti ringrazio molto con un abbraccio forte. hasta siempre!

  21. Sono la mamma di Mario. Sono una donna con una storia diversa, sono borghese, avvocato, ho sposato un servitore dello Stato. Sono, potrei essere, la cosa più lontana da te e dalla tua famiglia. Sono la mamma di un bambino morto e rinato. La mamma di un 30 settimane bradicardico, tracheostomizzato, morto e rinato due volte, rianimato alla buona, assistiti solo dalla nostra discreta memoria (“no!! Fai così, la dottoressa faceva così! “) Sono quasi le tre del mattino, il saturimetro mi dice che va tutto bene, io piango e ti ringrazio. Hai parlato per me, hai parlato per mio marito, hai soprattutto parlato per Mario. Grazie perché hai sciolto i nodi di un pianto chiuso, blindato sotto strati di leggerezza forzata, di ironia. La verità è banale, io lo so: il dolore è trasversale, casuale, inappellabile, eppure Sirio, Mario,e tutti i bimbi senza nome sanno meglio di noi che vuol dire “rivoluzione “, ogni volta che reimparano a respirare.

  22. Forza Mario! Un bacio dolce per te. Sirio ha due anni, è un bimbo curioso, sta seduto e si guarda intorno divorando con gli occhi ogni cosa e soprattutto comincia a voler camminare.

  23. Anche Mario ha due anni, anche lui ha ricominciato a camminare dopo tanti mesi di paralisi forzata. Ma loro sono forti, forti, forti! Un abbraccio a tutti voi, che tra mille difficoltà portate avanti l’amore, la dedizione, l’attenzione. Ti leggerò con costanza, sei parte di una storia che varrebbe sempre la pena approfondire.

  24. Caro Paolo P., il tuo blog è interessante -anche molto – ma forse una chiave storiografica meno polarizzata e più aperta ad altre letture della nostra storia recente non guasterebbe.

  25. Gentile Persichetti,
    spero che adesso dopo la pubblicazione del post fotografico sul presunto Nirta lei si sia convinto che non siamo un piccolo gruppo di studiosi complottisti sul sequestro Moro.
    Magari, al contrario, si riuscirà a fare sinergia, e se, forse, qualche sua granitica certezza verrà meno – detto da chi come noi certezze non ne ha – si riuscirà finalmente a fare un grande e costruttivo lavoro di ricerca e dibattito su questa enorme tragedia repubblicana.
    Andrea Guidi, collettivo di studio del Sedicidimarzo.

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