Diario del sequestro Moro

Fabbricato ormai dai poteri pubblici e amplificato dai media ha preso forma un ricordo spettrale di quel periodo cadenzato da solenni rituali commemorativi, giornate della memoria e cerimonie istituzionali. Marc Bloch invitava a capovolgere l’idea di un presente in lotta perenne per divincolarsi dalle eredità dei tempi andati. È il passato ad essere il più delle volte ostaggio di ciò che viene dopo. Se c’è oggi un’epoca prigioniera del presente, questa riguarda in particolare gli anni 70. Per contrastare questa memoria in bianco e nero che evoca immagini sbiadite di violenza politica e cancella i colori vivi della storia, proveremo a proporvi un modo diverso di guardare a quei fatti e quegli anni attraverso una serie di articoli editi e inediti

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La reazione nelle fabbriche e nelle scuole dopo l’annuncio del sequestro Moro
Moro e quella concitata sera del 15 marzo 1978
16 marzo 1978, un gruppo operai e precari rapisce Moro erano le Brigate rosse
Roma 16 marzo 1978 in via Fani alcuni operai scesi dalle fabbriche del Nord insieme ad un gruppo di precari romani provano a cambiare la storia d’Italia erano le Brigate rosse
Geografia del rapimento Moro, 16 marzo 1978
Quando D’Alema frequentava via Montalcini
Il patto di omertà? Un falso come il protocollo dei saggi di Sion
Gli apparati e l’arma politica dello stupro negli anni 70