Droghe: Italia, un Paese sempre più a strisce

Report dell’osservatorio europeo: sale il consumo di cocaina, cala quello di hashish

Paolo Persichetti
Liberazione 6 novembre 2009

copj170Secondo il rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe, siamo un popolo di “aspirapolveri“, un Paese fatto a strisce. Sniffare, “pippare”, consumare cocaina è sempre più un modello di vita, una cifra sociale, il doping della vita quotidiana nella metropoli. L’Italia ormai è piena di «borghesi borgatari», come ha raccontato Walter Siti nel suo ultimo romanzo, Il Contagio. Il consumo di cocaina è una specificità dei Paese occidentali, dove si concentra in massima parte. L’Italia, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito, è tra i Paesi a più alta prevalenza mentre declina l’uso di cannabis e hashish. Le cifre sono abbastanza eloquenti: almeno 13 milioni di europei adulti hanno provato cocaina nella loro vita. Di questi, la metà sono giovani, dai 15 ai 34 anni. Il che vuol dire che avranno grandi probabilità di provarla ancora, come conferma la crescita del consumo in tutta Europa, soprattutto nella fascia giovanile. Sono tre milioni quelli che l’hanno fumata o inalata nell’ultimo anno. Il fenomeno è talmente significativo che seguendo le piste di “bamba” e “bianca” prende forma la nuova sociologia del Paese narrata con grande efficacia da Siti.
E’ il realismo postmoderno della borgata sradicata e condominiale, dove borgatari e borghesi si confondono attorno al mito consumistico delle Bmw, delle palestre, delle donne leopardate e siliconate, dello sballo dopato, del vitalismo a buon mercato.
E così il vecchio fumo, l’hashish, diventa «roba da sfigati del muretto», sbarbatelli alle prime armi, come una volta disse il borghese-borgataro per antonomasia, Flavio Briatore, quello del Billionaire. L’ultimo coatto e il governatore della Regione si sovrappongono, tra trans, prostitute e “botte acchittate”. Gli estremi si congiungono, dilaga il contagio degli strati. I borgatari sognano di passare nei reality, la borghesia precipita nella «virtualità subproletaria», ma non è la rivoluzione bensì la dissoluzione, scrive Siti.
Tuttavia, seppure in discesa, cannabis e hashish restano ancora le sostanze più diffuse, fumate da 74 milioni di europei, un adulto su cinque. 22 milioni e mezzo ne ha fatto uso nell’ultimo anno e 4 milioni fumano spinelli tutti i giorni. Farsi le canne, i tubetti, le micce, gli spini, le bombe, le trelle, il trombone, il purino, la stroppa, la ciosba, la zibbarda, resta la moda più diffusa tra i giovani. Una condotta dalla valenza “inclusiva”, omologante, che da tempo ha smarrito il brivido della trasgressione. Le cifre dicono che tra i 15-24 anni di età, il 16% l’ha usata nell’ultimo anno e l’8% nell’ultimo mese. 4 milioni di europei fumano ogni giorno (l’1% della popolazione adulta), circa 3 milioni hanno un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. L’Italia risulta ancora il Paese dove il consumo è più alto per ogni fascia presa in considerazione. Il rapporto lancia poi l’allarme sulla diffusione delle nuove droghe sintetiche, in particolare dei cannabinoidi creati in laboratorio e che provocano effetti simili all’hashish e alla marijuana. Accanto a questi prodotti “Spice”, sono spuntate miscele di erbe alternative e droghe ricreative, le “party pills” a base di benzilpiperazina, sostanza legale.

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