Comunicato del collettivo studentesco Senza tregua

Il ragazzo del liceo Caetani, fermato in queste ore non è uno studente di Senza Tregua.
Lo affermiamo non per prenderne le distanze, ma per dovere di cronaca e rispetto nei confronti dello studente.
Ribadiamo in ogni caso la nostra solidarietà ad un ragazzo di appena sedici anni, che si è trovato suo malgrado al centro di un caso mediatico in cui giornali e televisioni non hanno fatto altro che speculare sulla sua situazione, senza alcun rispetto.
Purtroppo la volontà dei partiti politici e dei media in questo momento è di negare l’importanza della manifestazione del 14 dicembre e per oscurarne la portata, si utilizza ogni mezzo, senza alcun rispetto neanche per un ragazzo minorenne.
Non si può trasformare una grande manifestazione politica in una questione di ordine pubblico, non si può ridurre quanto accaduto nella giornata del 14 dicembre alla dinamica di presunti gruppi estremisti ed infiltrati nei cortei. Questa logica la conosciamo bene e la rigettiamo.
Non ci sono studenti buoni e studenti cattivi, c’è un movimento responsabile e razionale che punta a bloccare questa riforma, mandare a casa questo governo, lottare contro un sistema che sfrutta ed opprime lavoratori e studenti.
Nelle agenzie e negli articoli di giornale siamo definiti movimento di “estrema sinistra”. È una definizione che non riconosciamo, come non riconosciamo l’idea che chiunque si opponga a questo stato di cose sia etichettato come, antagonista ed estremista; definizioni vuote di significato, intrise solo di interessi economici e politici da difendere.
Se per voi lottare ogni giorno per una scuola ed un’università pubblica, accessibile a tutti, per la sicurezza degli edifici scolastici, per i diritti degli studenti è da estremisti, allora si, siamo estremisti. Se per voi difendere i diritti dei lavoratori, contestare sindacalisti asserviti alla volontà dei padroni è da estremisti, allora si, siamo estremisti. Ma viene da chiederci dove sono finiti tutti gli altri? Quei tanti che hanno lottato negli anni ‘70 per un mondo migliore, e oggi pensano di esaurire il loro compito guardando annozero e ballarò, magari dall’alto di qualche posizione di riguardo raggiunta. Si chiedano loro, cosa erano e cosa sono diventati.
“Senza Tregua” il nostro slogan, citato impropriamente dai giornali e dalle agenzie stampa, è tratto da un libro di un partigiano, Giovanni Pesce, che nel consegnare idealmente ai giovani il patrimonio della resistenza, afferma che è proprio ai giovani che spetta il compito di proseguire sulla strada della resistenza e ampliare le sue conquiste.
Per questo la nostra lotta è senza tregua.
Solidali con S.
Non un passo indietro.

16 dicembre 2010

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One thought on “Comunicato del collettivo studentesco Senza tregua

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