Teorema 8 marzo, si apre il processo contro un gruppo di militanti che hanno organizzato la lotta per la casa a Roma

Si apre oggi, martedi 16 ottobre, il processo contro cinque compagni e una compagna di Magliana in seguito all’occupazione dell’ex scuola 8 marzo. Ne danno notizia in un comunicato il C.S.O.A. MACCHIA ROSSA e il Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa.
«L’edificio – si spiega nel testo – occupato nel giugno del 2007 fu bersaglio di un attacco  repressivo senza precedenti nella storia della città. Carabinieri e politici del PDL, con l’appoggio dei quotidiani “Il Tempo” e “Il  Messaggero” e di un paio di magistrati compiacenti, riuscirono a colpire un’esperienza di lotta radicata nel quartiere di Magliana. Il risultato fu di sei persone arrestate con accuse infamanti e totalmente inventate.
L’impianto accusatorio era talmente inverosimile che all’udienza preliminare del giugno scorso tutte le accuse più gravi sono cadute: il GUP ha prosciolto i compagni e la compagna dalle accuse di: associazione a delinquere, estorsione, possesso di armi da guerra, furto di rame. In quella sentenza viene riconosciuta la legittimità di darsi delle regole all’interno di un’occupazione abitativa come anche la legittimità del metodo assembleare. Restano in piedi accuse inventate di violenze private e lesioni, di furto di energia elettrica e di invasione di edificio pubblico. Restano i 17 giorni trascorsi in galera e i mesei ai domiciliari e sappiamo che per tutto questo nessuno ci chiederà scusa».
A questo puntono, conclude il comunicato, «Resta un’esperienza di lotta troncata e un’occupazione abitativa che i carabinieri e gli amici di Alemanno hanno volutamente ridotto ad un luogo di degrado costringendo compagni e compagne a starne lontani e permettendo la compravendita delle stanze, l’abusivismo edilizio ed un’infinità di episodi di sopraffazione e violenza. Continueremo a difenderci in questo processo insieme ai nostri avvocati e ai Movimenti di Lotta per il Diritto all’Abitare. Continueremo ad impegnarci per far crescere l’opposizione sociale alla città degli speculatori e a costruire l’autorganizzazione e l’alternativa allo stato di cose presenti».

Teorema 8 marzo, l’indagine laboratorio contro il movimento di lotta per la casa
Denigrazione e repressione: l’offensiva contro il movimento per la casa a Roma

Paolo Persichetti
Liberazione 10 dicembre 2009

Il metodo impiegato nell’inchiesta contro l’occupazione dell’ex scuola 8 marzo mostra il tratto tipico dei grandi teoremi accusatori. Operazione di sfondamento lanciata per verificare la tenuta dell’avversario, la sua capacità di reazione, in questo caso di una società civile tutta in abiti viola preoccupata solo di quel che accade nelle ville e nei palazzi di Berlusconi, ma indifferente nei confronti di chi una casa non ce l’ha e si organizza per trovarla, sottraendo immobili al degrado e alla speculazione edilizia. Dietro al tentativo di sgombero si nasconde, in realtà, la più classica delle montature poliziesche costruita attorno ad un velenoso teorema: fare del movimento di lotta per la casa un’impresa criminale. (Leggi il testo integrale dell’articolo)

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