Dante De Angelis, punito dall’azienda perché spiega che Trenitalia si comporta come la Fiat con i tre operai di Melfi

Sospeso dal lavoro per dieci giorni, senza stipendio. Di nuovo a rischio di licenziamento. Mauro Moretti, Ad di Trenitalia (ex responsabile Cgil delle Ferrovie) insegue Marchionne sulla strada della repressione dei delegati sindacali e dei lavoratori che lottano sul posto di lavoro

Paolo Persichetti
Liberazione 16 ottobre 2010


Dieci giorni di sospensione. E’ questa la nuova sanzione disciplinare inflitta da Trenitalia spa a Dante De Angelis, macchinista delegato alla sicurezza sui treni, già licenziato due volte per le sue denunce e per due volte reintegrato «grazie alla mobilitazione». La prima volta venne allontanato dalle Fs con la polizia ferroviaria, un atto che fu definito da più parti “fascismo aziendale”, per aver segnalato problemi sui treni Eurostar. Quella comminata ieri è la misura punitiva più grave prima del licenziamento. La colpa: aver accostato l’atteggiamento delle Ferrovie dello Stato a quello tenuto dalla Fiat dopo il mancato reintegro sul posto di lavoro dei tre operai di Melfi licenziati dall’azienda torinese, nonostante la sentenza del giudice. A De Angelis Trenitalia contesta un articolo apparso il 24 agosto scorso su un portale d’informazione on-line, UnoNotizie.it, intitolato “Fiat. Marchionne, lavoro, salario, dignità”, nel quale oltre ad esprimere solidarietà agli operai di Melfi afferma che «anche le FS, in occasione del mio primo licenziamento hanno tentato di tenermi fuori dall’azienda garantendomi lo stipendio; una scorciatoia antidemocratica e antisindacale molto insidiosa ma che con i compagni di lavoro abbiamo respinto con forza perché finalizzata a separare fisicamente i lavoratori tra loro e dalla realtà lavorativa e a neutralizzare la loro attività».
Secondo Trenitalia tale affermazione sarebbe «del tutto fuorviante», in quanto De Angelis non è stato destinatario di alcun provvedimento giudiziale di reintegra ma ha ripreso il lavoro «a seguito di conciliazione giudiziale» mentre la società non gli avrebbe «mai offerto alcun tipo di remunerazione» per mantenerlo “fuori dall’azienda”. Tali dichiarazioni – prosegue sempre la contestazione disciplinare inviata il 15 settembre scorso ma pervenuta solo il 4 ottobre – avendo fatto ricorso ad «espressioni non improntate ai canoni di lealtà e chiarezza propri di qualsiasi dichiarazione pubblica» avrebbe determinato una falsificazione della realtà, provocando «una grave lesione dell’immagine della società». Dopo l’articolo incriminato Trenitalia afferma di aver condotto ulteriori «accertamenti interni» scovando una intervista apparsa il 5 luglio sul Tirreno, nella quale De Angelis denunciava il degrado della sicurezza sui treni dopo la privatizzazione dell’azienda e il ricorso sistematico al sistema dei subappalti, citando in proprosito il numero di decessi per incidenti provocati dalle porte killer (21) e gli infortuni sul lavoro (23) riportati da passeggeri e lavoratori. Dati ritenuti dall’azienda «assolutamente infondati» con l’aggravante di essere riportati «con toni allarmistici ed inappropriati».
Nella sua replica De Angelis a buon gioco nel ricordare all’azienda alcune circostanze «pacifiche e notorie», come il fatto che la società abbia avanzato «per ben due volte proposte conciliative comprendenti entrambe l’estromissione dal posto di lavoro come macchinista e (delegato alla sicurezza)». Una prima volta offrendo un trattamento economico sostitutivo del salario comportante l’implicita  rinuncia ad agire in giudizio. Atteggiamento che mostra come «Trenitalia, non diversamente dalla Fiat, fin dal principio si dimostrò ben disposta a pagare, anche in assenza di una prestazione lavorativa perché io restassi fuori dall’azienda». Così accadde anche successivamente – precisa nelle sue “Deduzioni” – quando l’azienda propose una ricollocazione lavorativa con «assunzione ex novo presso altra società controllata dal gruppo Fs». Da questi fatti, ribadisce De Angelis, «appare ancora una volta, oggettiva e innegabile l’analogia storico-politico-sindacale con i fatti di Melfi». Per quanto riguarda l’intervista al Tirreno un evidente refuso giornalistico, estraneo alla volontà e all’operato dell’intervistato, ha fatto sì che le cifre citate venissero riportate in mesi anziché in anni. Errore prontamente corretto con richiesta di rettifica appena avutane conoscenza.
I lavoratori delle ferrovie denunciano un clima generale di repressione che si è abbattuto negli ultimi tempi anche su altri dipendenti e delegati, definiscono l’episodio un vero e proprio «atto intimidatorio», un tentativo di «ostacolare non soltanto l’attività sindacale, di soffocare il libero pensiero e la libertà di espressione ma anche la solidarietà tra i lavoratori».

Link
Rischiano il licenziamento i macchinisti che denunciano l’insicurezza delle Ferrovie
Ma quali anni di piombo: gli anni 70 sono stati anni d’amianto
Provvedimento disciplinare contro De Angelis: Trenitalia risponde a Liberazione
Cronache operaie
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4 thoughts on “Dante De Angelis, punito dall’azienda perché spiega che Trenitalia si comporta come la Fiat con i tre operai di Melfi

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  2. DELIRI DI ONNIPOTENZA – Il caso Marani

    Il prof Alberto Marani, 55 anni, di Cesena, da 30 anni insegna matematica e fisica nelle scuole superiori, è iscritto ai COBAS Scuola dalla loro fondazione e ha sempre svolto intensa attività sindacale per questa organizzazione. E’ noto per il suo impegno politico, sociale e culturale, per i contributi in merito ai problemi della scuola e alla didattica, musicologo e esperantista già dagli anni ‘70, in prima fila nelle battaglie antimilitariste (ha ricevuto nel 2004 una sanzione disciplinare per avere esposto nell’edificio scolastico la bandiera della pace) e per i diritti umani.

    Un anno fa, per avere rilevato numerosi abusi nell’operato della DS del Liceo Scientifico “Righi” in cui insegna da 5 anni, e anche per avere urtato gli interessi dell’integralismo cattolico presentando richiesta e ottenendo l’istituzione di un corso di Diritti Umani come opzione alternativa per chi non si avvale dell’insegnamento della Religione Cattolica, è stato sottoposto a un’ispezione pretestuosa che ha indagato su tutto il suo operato, interrogando colleghi alunni e genitori, e infine sanzionato pesantemente con la sospensione di 2 mesi, con dimezzamento dello stipendio, su motivazioni inconsistenti, che comunque non riguardavano la qualità del suo lavoro in classe.

    Dopo l’ondata di indignazione per l’assurdità di una simile sanzione, la Dirigente Scolastica Dea Campana ha lanciato, tramite dichiarazioni ai giornali romagnoli nel giugno 2009, una vasta e gratuita campagna denigratoria, inqualificabile per un dirigente verso un suo dipendente, riguardo alle qualità professionali del prof Marani.

    Dopo un anno di persecuzioni continue e ripetuti tentativi di trovare pretesti per ulteriori sanzioni (tre diverse ispezioni in in 5 mesi, senza che alcun episodio che le motivasse), il Direttore Regionale Marcello Limina, a suo dire, rileva nell’operato di Marani le “scorrettezze” seguenti, del tutto gratuite e risibili (Entra in classe in ritardo. Quando gli studenti gli chiedono qualcosa si spazientisce. Quando spiega molti non capiscono. Quando spiega spesso divaga. In una prova scritta non ha dichiarato prima con quanti errori si ha la sufficienza. Ingenera in alunni e genitori senso di sfiducia, screditando la scuola.)

    I fatti rilevati sarebbero stati segnalati solo nel 2009/10, da alcuni alunni di sole 2 classi su 6, attraverso colloqui con ispettori, i quali non hanno mai effettuato alcun’altra verifica che quanto dichiarato potesse essere minimamente vero. Ad esempio l’accusa di entrare in classe in ritardo vede, in 30 anni d’insegnamento, un solo richiamo scritto e uno verbale per singoli isolati episodi!

    Come risultato della terza ispezione, nel settembre 2010 il Direttore Regionale Marcello Limina ha comminato al professor Marani la sanzione della sospensione dal servizio per 6 mesi, con dimezzamento dello stipendio. Una sospensione di 6 mesi è, in ogni caso, uno sproposito, costituendo il livello massimo di provvedimento disciplinare subito al di sotto del licenziamento. Un docente che ha spacciato droga agli alunni durante una gita a Londra venne sanzionato a Milano con 2 mesi di sospensione. Un docente che per due volte ha molestato e indotto un’alunna ad avere rapporti sessuali con lui durante colloqui ha avuto 2 mesi di sospensione!

    Attualmente, attraverso lo studio legale Avv Mario Marcuz – Avv Marco Barone (Foro di Bologna), è stato richiesto al Giudice del Lavoro di Forlì l’annullamento di estrammbi i provvedimenti disciplinari. Il caso è ancora in attesa di essere esaminato.

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    CRONISTORIA DEL CASO MARANI (2008-2010)
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    DOPO DUE ANNI DI ABUSI DELLA DIRIGENTE (settembre 2008)
    Dopo avere assistito per 2 anni ad ogni sorta di abuso da parte della Dirigente Scolastica del Liceo Scientifico “Righi” di CESENA, Dea Campana, di fronte all’ennesima scorrettezza (dopo che il Collegio Docenti, contrastando i desideri e le pressioni della dirigente, aveva respinto il riconoscimento di motivi didattici per la riduzione dell’unità di lezione a 50 minuti, la Campana convocava un collegio per ripetere per la terza volta – e c’era stato persino anche un quarto tentativo, in cui la Campana stessa arrivava al ridicolo, spingendo il Collegio stesso di improvvisare la convocazione di un Collegio straordinario con inizio… immediato – il voto sulla stessa questione, auspicando un cambiamento dell’esito in senso a lei gradito), come Terminale associativo COBAS Scuola del Liceo Scientifico “Righi” di Cesena, il prof Alberto Marani si vede costretto a inviare alla DS una diffida, inviandone, per conoscenza copia all’Ufficio Scolastico Regionale.

    ISPEZIONE, NON CONTRO LA DIRIGENTE, MA CONTRO IL SINDACALISTA
    L’Ufficio Scolastico Regionale interviene subito inviando al Liceo l’Ispettrice Rosanna Facchini (importante esponente bolognese del PCI-DS-PDS-PD e della CGIL), non per indagare sulle scorrettezze della DS, ma per indagare sul prof Marani che le ha rilevate, cercando pretesti per accusarlo di qualcosa. L’ispettrice, che opera nel gennaio 2009, constata che tutto quanto dichiarato dal prof Marani sulle scorrettezze della DS Campana è VERO, ma insabbia ogni cosa, accusando invece il docente di essersi rivolto alla DS “in modo non consono”.

    IL QUESTIONARIO SULL’ADA (novembre 2008)
    Nello stesso tempo l’ispettrice accusa il prof Marani di avere offeso un collega (l’insegnante di Religione don Stefano Pasolini) avendo distribuito nelle sue tre classi un questionario per indagare su quanti alunni avessero preferito frequentare religione cattolica o una materia alternativa (Storia delle Religioni o Diritti Umani) se fosse programmata dalla Scuola. Infatti, per la terza volta, nel novembre 2008 il prof Marani aveva presentato al Collegio Docenti una precisa richiesta, molto documentata giuridicamente, di programmare e inserire nel POF l’Attività Didattica Alternativa all’Insegnamento della Religione Cattolica. E per provare quanto tale attività fosse richiesta dagli alunni, aveva allegato alla lettera i risultati della sua indagine nelle sue 3 classi. I risultati del sondaggio sono i seguenti: su un campione di oltre 70 alunni solo l’11,3 % opta per l’insegnamento della Religione Cattolica; il rimanente 88,7% sceglie la materia alternativa (il 64,8% diritti umani, il 23,9 % storia delle religioni).

    Il Collegio discusse a lungo e approvò la proposta di Marani. I cattolici integralisti, che si opponevano ferocemente all’ADA, si videro subito sconfitti, e quasi non intervennero. Soprattutto nessuno dei presenti al Collegio (non la DS, non gli insegnanti di religione e nemmeno don Stefano Pasolini) trovò minimamente scorretto il questionario. Tuttavia, dopo qualche settimana, don Stefano Pasolini, spinto dai ciellini e probabilmente indotto dalla Campana (che sapeva già essere stata avviata un’ispezione sul prof Marani, e che così avrebbe ottenuto di caricarla di ulteriori accuse), senza dire nulla a nessuno – tantomeno al docente da lui accusato, anzi continuando a salutarlo cordialmente – inviava all’Ufficio Scolastico Ragionale una lettera di dure proteste contro il prof Marani per il questionario.

    LE IMMAGINI DI HANDALA (gennaio 2009)
    Mentre è in corso l’ispezione, nei giorni dell’operazione Piombo Fuso con i quotidiani massacri di civili a Gaza, il prof Marani riproduce 6 fogli con l’immagine del bambino palestinese Handala, uno di essi con la scritta “NON ABBANDONIAMO I PALESTINESI”. Avvertito da qualcuno, il Vicario Marino Mengozzi, creando un clima da film di 007, ordina a un tecnico di fotografare le due bacheche in cui i fogli sono affissi recapita le foto in Presidenza. Quindi l’ispettrice, nella propria relazione, accuserà il prof Marani di avere usato la stampante e la carta della scuola per scopi che non inerenti alle sue mansioni di docente.

    LA CONTESTAZIONE DI ADDEBITI (maggio 2009)
    A fine ispezione arriva la contestazione di addebiti. I due addebiti principali sono il questionario e la stampa dei 6 fogli di Handala, Poi si accusa il professore, in modo generico, di essersi rivolto al DS in modo “non consono” (ma non si nega nulla di quanto da lui rilevato nei confronti della DS). Poi lo si accusa inezie formali: avere corretto un nome nell’elenco degli alunni in modo non abbastanza chiaro, e avere consegnato la programmazione didattica con alcuni giorni di ritardo (così come tanti altri colleghi, rimasti sempre impuniti).
    Per queste cose dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Gian Luigi Spada, vengono chiesti 6 mesi di sospensione, poi ridotti a 2 su indicazione del Consiglio di Disciplina del CNPI a Roma.

    L’INDIGNAZIONE DI TUTTA ITALIA E LA SOLIDARIETA’ (giugno 2009)
    La notizia della sanzione, pesantissima (2 mesi vengono generalmente dati in caso di abusi sessuali verso alunni/e) e della sua motivazione principale (il questionario sull’ADA), circolata nel web, in poche ore viene rilanciata da tam-tam di tante persone e giunge ai giornali nazionali che, dopo avei contattato direttamente il docente ed essersi documentati, riportano la notizia. Sindacalisti e politici di livello nazionale sono indignati. Si arriva ad alcune interrogazioni parlamentari. Vengono scritte decine di articoli su riviste di ogni genere (fra questi un famoso editoriale della rivista “Testimonianze” intitolato “Crocifiggete quel sovversivo”).
    Il clamore mediatico è di stimolo, a livello nazionale, per affrontare lo storico problema della mancanza di laicità nella scuola italian, e il dramma, ancora sommerso, del mobbing scolastico.

    DIFFAMAZIONE DEL DOCENTE LANCIATA DALLA CAMPANA SUI GIORNALI ROMAGNOLI (Giugno 2009)
    Nei primi di giugno 2009, come reazione alla grande campagna nazionale di solidarietà nei confronti del prof Marani, la DS Dea Campana comunica ai giornalisti, che pubblicano la notizia per più giorni e con grande risalto, che il docente avrebbe gravi carenze nella qualità dell’insegnamento, dimostrate da numerose lamentele ed esposti che lei dichiara di avere ricevuto (conservati segretamente da lei e mai mostrati a nessuno, neppure a Marani stesso). Eppure in nessuno dei verbali dei tanti consigli di classe di cui il prof ha fatto parte è mai risultato alcunchè di simile.

    Poi nell’agosto 2009 viene comunicato ai quotidiani locali che decine di classi nelle quali il prof Marani non ha mai insegnato, proprio sulla base di quanto genitori e alunni hanno letto sui giornali nelle settimane precedenti, rifiuterebbero di avere quel docente nell’anno che sta per iniziare. Al comportamento di questi (pochissimi e isolati: una ventina di genitori sparsi in 11 classi!) la nuova dirigente dell’USP di Forlì, Raffaella Alessandrini, succeduta a Gian Luigi Spada, dà tanto credito e considerazione da venire appositamente a Cesena per incontrare i genitori, in apposite riunioni a porte chiuse, delle quali si dà annuncio sui giornali. Mentre tutto questo accade al prof Marani non viene mai comunicato nulla (il docente è costretto a leggere dei fatti che lo riguarderebbero… sui giornali), né tantomeno viene sentito o invitato a comparire e a confrontarsi con chi mette in discussione il suo operato.

    DEA CAMPANA, CL, DIOCESI, POLITICI DI DESTRA, ALUNNI/GENITORI DELUSI DEI VOTI, CGIL: TUTTI UNITI NELLA DIFFAMAZIONE
    Ferocissimo nel montare la diffamazione è il quotidiano “La Voce di Romagna”, un giornale che nonostante cerchi di mascherarsi dietro qualche patina di spirito dissacratorio (ad esempio mostrando regolarmente un grosso paio di tette nella penosa rubrica giornaliera “terrazza con vista”), è totalmente controllato da Comunione e Liberazione e serve palesemente gli interessi di bottega dell’integralismo cattolico, della creduloneria popolare (esaltando superstizioni di ogni genere) e della nostalgia del ventennio fascista.
    La Voce – caso unico – fra i tanti titoli e articoli diffamatori è riuscita anche a pubblicare un breve pezzo infamante verso sul Marani, firmato da uno studente, Francesco Giubilei. Il ragazzo, giornalista in erba, si dilunga a riferire su ogni sorta di ignominia contro il professore ma.. tutto comei “sentito dire”, non essendo mai stato suo alunno né conoscendolo di persona, persino inventandosi nei particolari un episodio attribuito a Marani in sede di Collegio, quando invece il docente era assente da quella riunione. Ma chi è Francesco Giubilei? Uno studente con idee politiche di estrema destra, aderente a Blocco Sociale Nazionale, che aderisce a gruppi del tipo “NO GLOBAL TORNATENE A CASA – NON ABBIAMO BISOGNO DI TE” ecc.

    Non meno si è dato da fare, in un delirio di assurdità denigratorie, la redazione cesenate del “Resto del Carlino”, controllata da quell’Andrea Alessandrini amico personale del vicepreside del “Righi” Marino Mengozzi, noto cattolico integralista e per anni insegnante di religione… nello stesso Liceo Righi, legato alla dirigenza del Liceo al punto da renderle faziosi servigi giornalistici. Basta leggere l’editoriale di fuoco scritto contro i COBAS nei mesi del forte scontro sul recupero orario: si presentava agli studenti il sindacato di Marani come il mostro che voleva costringerli a scuola fino alle 14:30 e sembrava scritto sotto dettatura della Campana che ha sempre sostenuto le medesime assurdità. La mattina in cui uscì l’articolo, una mano nascosta ne stampò decine di copie, affiggendole per tutto il Liceo Righi prima che i docenti entrassero, pensando così di diffamare il Marani e i COBAS. Non ci stupiremo quindi apprendendo che da diversi anni è proprio Andrea Alessandrini che tiene il corso di scrittura giornalistica al Liceo Righi, a libro-paga dalla Campana e dal Mengozzi.

    La Diocesi di Cesena, tramite un articolo del proprio settimanale “Corriere Cesenate”spalleggia la DS Dea Campana ribadendo la tesi che il prof Marani sarebbe stato punito perché scorretto e incapace come docente. Se poi si va un po’ a fondo si scopre chedirettore del settimanale diocesano è quel Francesco Zanotti che è anche –guarda caso – presidente del Consiglio d’Istituto… dello stesso Liceo Scientifico Righi. Per diffamare lo scrivente, Zanotti si da molto da fare anche a livello nazionale, firmando contro il prof Marani articoli sul quotidiano “Avvenire”.

    Ultima della covata dei denigratori gratuiti la FLC-CGIL, nel proprio livore anti-COBAS, trovandosi a controllare metà del Consiglio Nazionale di Disciplina (che ha avallato la sanzione), ad avere fra i propri quadri storici l’ispettrice Rosanna Facchini che ha relazionato ferocemente contro il docente accusato, e ad essere legata da marcata connivenza con determinate alte dirigenze scolastiche. Così sul Bollettino FLC Cesena del 6/6/2009 (inviato gratuitamente a tutti gli iscritti) si legge un articoletto in cui si “controinforma” il mondo della scuola ribadendo che le campagne a sostegno di Marani sono un malinteso perché il docente è stato punito per… altri motivi.
    Ma non basta. In quel periodo si svolge il Congresso della FLC-CGIL, la federazione di Rimini vota a grande maggioranza una mozione di solidarietà nei confronti del prof. Marani, e la invia al Regionale. Giunti poi all’assise regionale i delegati di Rimini scoprono che la loro mozione è stata … fatta sparire. Stupiti, la ripresentano, ma subito si alza un delegato di Cesena che inizia a dissuadere tutti dal votare la mozione esordendo con la frase “Voi non sapete che persona è quella!”. Così si va ai voti e la mozione di solidarietà non passa.

    MARANI RINUNCIA A QUERELARE, PER DIFFAMAZIONE, DIVERSI STUDENTI BEN IDENTIFICATI

    Si tratta di Beatrice Batani, Francesco Giubilei, Filippo Santarelli e altri. Il prof Marani ha rinunciato a querelare questi studenti, gravemente colpevoli di diffamazione, per una precisa scelta etica: evitare di danneggiare economicamente le loro famiglie, e dare a dei giovani la possibilità di riflettere sui propri errori. Inutilmente. I tre alunni citati continuano anche successivamente, dimostrando un’incredibile incoscienza, nonostante i loro 19 anni, a ripetere i propri atti diffamatori.
    Beatrice Batani in particolare sin da subito si è vantata, e continua ancora oggi a vantarsi di avere pubblicato, inizialmente sotto pseudonimo (“Amerigo”) il seguente farneticante intervento, rilanciato da molti altri compiaciuti di fare scattare il meccanismo perverso del pettegolezzo, dove l’alunna persino accusa il Marani persino di… molestie sessuali verso alunne (e la Dirigente Scolastica, compiaciuta, si è guardata bene dall’indagare su questo testo, nonostante la responsabile fosse ben nota). [ intervento rivendicato dall’alunna Beatrice Batani (classe 5A – 1998/99), qui pubblicato con lo pseudonimo “Amerigo” http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/cesena-professore-alberto-marani-sospeso-per-questionario-su-ora-di-religione-proteste-dei-cobas-34669/ con replica del prof Marani sulla particolare storia della classe 5A ]

    SECONDA ONDATA DI DIFFAMAZIONE SUI GIORNALI E ALLONTANAMENTO DALLE CLASSI (agosto-settembre 2009)
    Nel settembre 2009, per scelta della DS Dea Campana, al prof Marani vengono cambiate tutte le classi, e la sua opposizione scritta, che denuncia nell’assegnazione di nuove classi la violazione del criterio della continuità didattica, viene respinta dalla DS. La RSU a cui Marani si è rivolto per denunciare l’ennesimo abuso se ne lava le mani e considera la questione un affare privato del professore. Il trasferimento a nuove classi ha lo scopo di spezzare gli ottimi rapporti costruiti in passato con gli alunni (fra l’altro le vecchie classi hanno anche la “colpa” di avere dichiarato, all’89%, di preferire le Attività Didattiche Alternative all’insegnamento della Religione Cattolica, e sono sospettate di essere… influenzate da un docente notoriamente ateo).

    ANNO 2009/10 – 2°, 3° e 4° ISPEZIONE
    Dopo poche settimane di insegnamento, al terzo giorno dal rientro in servizio dopo la morte di sua madre, il prof Marani viene chiamato da un’ispettrice, fatta venire nei giorni precedenti (ma aveva trovato anche il tempo per inviare al prof un rituale telegramma di condoglianze) dalla DS. L’evento così grave da motivare la richiesta immediata di un ispettore è… che alcune alunne di una delle 6 classi di Marani lamentano che in un test, il voto massimo era 9 e non 10, e il docente non ha dichiarato prima con quanti errori si sarebbe ottenuta la sufficienza, ed era difficile perché un quarto della classe aveva avuto l’insufficienza. L’ispettrice nella sua relazione riconosce l’inconsistenza dei rilievi mossi al docente e la regolarità della prova (confermata poi dalla perizia di un esperto).

    Nei giorni successivi le condizioni di salute del professore peggiorano e Marani resto assente per malattia per 4 mesi.
    Il primo giorno del rientro in servizio, dopo lunga malattia, il docente trova… l’aula vuota, appena abbandonata dai ragazzi, poi alla lezione successiva ancora l’aula vuota, e scopre solo dopo che gli alunni sono arrabbiatissimi con lui perché gli rimproverano … la lunga assenza per malattia, e ancora di più gli rimproverano ora… il rientro in servizio. Pertanto sono andati in massa a “protestare” dalla DS. Gravissimo il comportamento della DS Campana che non li invita a recarsi subito in aula, come è loro dovere in una regolare ora di lezione, né manda ad avvertire il professore di dove sono i ragazzi.
    Questo episodio sprezzante e di grave scorrettezza della DS e degli alunni (ma solo di di 2 delle 6 classi) viene usato, come se si trattasse di un fatto grave per il docente (!), per… richiedere una seconda ispezione. I ragazzi di alcune classi, che non vedono il professore da oltre 4 mesi, sono spinti a ricercare manchevolezze nell’insegnamento del professore. Contrariamente alle norme che regolano le ispezioni, al docente interessato non viene mai comunicato nulla dello svolgersi delle ispezioni stesse.
    Terminata la seconda ispezione con una relazione finale, contro ogni regola, vienesubito avviata una terza ispezione (il motivo di avviare tre diverse ispezioni, con ispettori sempre diversi, sta nel ricercare caparbiamente una relazione ispettiva il più possibile “dura” verso il docente). L’ultima ispezione viene formalizzata, con regolare avviso al professore (le due ispezioni precedenti, pur essendo complete in tutto, con da indagini sul posto, colloqui con alunni, e relazione scritta finale, non furono mai formalizzate con la prescritta comunicazione all’interessato. Intanto, per una banale irregolarità formale (il ritardo nell’invio alla scuola di uno dei tanti certificati medici) la DS Campana irroga un pretestuoso provvedimento disciplinare di censura (tanto per caricare il “curriculum” di Marani pretese negatività), negando di avere ricevuto la lettera con le giustificazioni del docente (che invece le ha regolarmente trasmesse per posta elettronica), e accusandolo persino di non essersi presentato a una convocazione nel suo studio (il professore è stato convocato… in un periodo di malattia!).

    NUOVA SOSPENSIONE: 6 MESI
    Segue, in agosto 2010, una contestazione di addebiti proveniente (prassi insolita perché i provvedimenti disciplinari vengono sempre dall’USP di Forlì) direttamente da Marcello Limina (Direttore USR Emilia-Romagna) del tutto generica, basata su blande lamentele, vaghe e inconsistenti, esposte da qualche alunno o genitore in fogli o anonimi o con pochissime firme, sul comportamento in classe, sul modo di correggere compiti, sugli argomenti trattati. Oltre che risibili, le contestazioni sono del tutto inaccettabili nella forma, perché vengono imputati fatti di cui i Dirigenti erano a conoscenza da diversi mesi (quindi del tutto fuori termine per potere procedere con una sanzione disciplinare).
    [Intanto nel settembre 2010, quando il prof Marani riprende servizio, ancora una volta la DS gli toglie 5 delle 6 classi che aveva e lo assegna a nuove sezioni, abbattendo la continuità didattica, e distruggendo ancora gli ottimi legami che il prof ha stabilito con la maggior parte delle classi.]
    Poi l’audizione a Bologna per la difesa, condotta dagli Avv. Mario Marcuz e l’Avv Marco Barone del Foro di Bologna, e per il sindacato COBAS Scuola da Alessandro Palmi. La lunga e dettagliata difesa, che smonta ogni rilievo fatto al professore come inconsistente, ha evitato il licenziamento immediato (!) proposto dall’ultimo ispettore, ma l’ostinazione di Marcello Limina ha imposto una sanzione durissima e inaudita. Il 29 settembre 2010, a fine servizio nella mattinata, la comunicazione della sospensione di SEI MESI, a stipendio dimezzato, con effetto immediato dal momento della comunicazione. Neanche il tempo per avvisare gli alunni, né salutarli.

    Per avere un’idea di come una sospensione di 6 mesi sia, in ogni caso, uno sproposito. Tempo fa a Bergamo un docente ha spacciato droga agli alunni durante una gita a Londra ed a Milano, un altro docente lombardo per due volte ha molestato e indotto un’alunna ad avere rapporti sessuali con lui durante colloqui: sono stati sospesi dal servizio per 2 mesi.

    RICHIESTA DI ANNULLAMENTO AL GIUDICE DEL LAVORO
    Per la sospensione di 2 mesi del maggio 2009 è stato chiesto l’annullamento al Giudice del Lavoro di Forlì. Per una serie di rinvii che hanno ritardato lo svolgimento del tentativo di conciliazione presso l’Ufficio provinciale del Lavoro, il pronunciamento del GdL non ha ancora avuto luogo. Parimenti per questa nuova sospensione di 6 mesi viene chiesto l’annullamento al medesimo Giudice. Per il responso occorrerà attendere ancora alcune settimane.

    ottobre 2010

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    Mobilitazione: contro il trattamento riservato al professor Alberto Marani
    http://www.facebook.com/group.php?gid=88069798196

    Alberto Marani é un ottimo professore
    http://www.facebook.com/group.php?gid=156915465589
    gruppo costituito nel 2009 da ex alunni del prof Marani

    VIA LE CAMPANE DAL LICEO SCIENTIFICO RIGHI DI CESENA
    http://www.facebook.com/group.php?gid=261594480462
    Gruppo che ironizza sul clericalismo della gestione del Liceo Scientifico “Righi”

    Alberto Marani a casa!
    http://www.facebook.com/group.php?gid=87618940821&ref=search
    Gruppo contrario al prof Marani (fondato da cattolici fascistoidi, vi aderiscono alcuni ex alunni del prof Marani che furono respinti)

    COMMENTI sul Web
    Crocifiggete quel «sovversivo»!
    di Nicola Pantaleo, presidente dell’Associazione «31 ottobre per una scuola laica e pluralista»
    http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=921

    Uno fra i tanti commenti
    http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_2419.html

    LE NUOVE NORME DISCIPLINARI DI BRUNETTA
    http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/coscost/DL150_Brunetta/indice.htm

    APPELLO PER LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO CONTRO GLI ABUSI DELLE NORME DISCIPLINARI

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    L’EMILIA-ROMAGNA REGIONE CAPOFILA NEL MOBBING SCOLASTICO
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    2007, FIDENZA (PARMA), Istituto Solari
    La DSGA Valeria Vicini viene colpita dal provvedimento disciplinare dellasospensione dal servizio per 10 giorni, seguito da un altro provvedimento disospensione per 5 giorni, e successivamente da un trasferimento “per incompatibilità ambientale”.
    Aveva scoperto una grossa truffa sui pagamenti di certe prestazioni professionali, ma il Dirigente Scolastico copriva tutto e l’USR copriva il Dirigente.
    http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/17952/%3Cb%3E%3Cfont_color%3Dpurple%3EFidenza_%3Cb%3E%3Cfont%3E_-_%C2%ABSono_stata_perseguitata_solo_per_aver_detto_la_verit%C3%A0%C2%BB.html

    Settembre 2010, CARPI (MODENA), Istituto Meucci.
    Il Dirigente Scolastico Paolo Davoli commette un grave abuso in Collegio docenti e dal Direttore dell’USR Marcello Limina arriva la sanzione … per il docente Francesco Mele che ha denunciato il fatto!

    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fbologna.repubblica.it%2Fcronaca%2F2010%2F09%2F03%2Fnews%2Fchiam_la_polizia_durante_il_collegio_docenti_censurato-6734481%2F&h=aa9cc

    • Sto vivendo analoga vicenda del Prof.Marani.
      Sono un insegnante di Verona (villafranca) e insegno informatica gestionale al Bolisani (ITC).
      L’evento scatenante il mobbing è stato aver fatto ricorso contro la cattedra oversize lo scorso anno!
      Anche la mia storia ha avuto risalto sulla stampa locale.
      Ho subito tre contestazioni nello stesso giorno per fatti analoghi a quelli di Marani.
      Anche una richiesta di ispezione fatta a mio carico è stata supportata da lettere che io non ho mai visto. Il mobbing lo sto subendo da due anni con episodi di denigrazione e delegittomazione ma la prima contestazione di addebito è dei 10/10/10 e per un’assenza dovuta alla sottoposizione a visita medica di verifica obbligaoria richiesta dal DS.

  3. Il senso dichiarato dei provvedimenti disciplinari durissimi che mi hanno colpito (sospensione di 2 mesi n3l 2009 + nuova sospensione di 6 mesi nel 2010) è la repressione dell’attività sindacale, e dell’impegno negli organi collegiali e nel dibattito con colleghi e alunni su posizioni critiche verso l’istituzione.

    Si trattava di punire l’attività sindacale nei COBAS, punire l’avere rilevato gravi abusi nel comportamento della Dirigente Scolastica Dea Campana, punire l’avere ottenuto in Collegio la programmazione dell’Attività Didattica Alternativa a Religione…

    Nel concludere la relazione finale dell’Ispettrice Rosanna Facchini di BOLOGNA, chiedendo una sospensione di almeno SE MESI, motiva:

    “Il prof Marani non distingue mai tra le sue personali opinioni e il ruolo pubblico che svolge nella scuola, attribuendosi ruoli e funzioni del tutto improprie, quali comunicazioni dirette con studenti e colleghi. E’ accertata la sua sistematica e continua contestazione”

    [ informazioni sulla vicenda si possono trovare nel gruppo Facebook “Contro le sanzioni al prof Alberto Marani – 2010” http://www.facebook.com/home.php?sk=group_122584857800408 ]

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