Movimento 5 stelle, non basta appoggiare la lotta No tav, dovete battervi anche per l’amnistia in favore dei reati contestati durante le lotte sociali e la difesa dei territori

In Val di Susa il Movimento 5 stelle ha raccolto una valanga di voti, quasi sempre oltre il 40% con il picco di Exilles dove ha raggiunto addirittura il 53,1%.
Il prossimo 23 marzo alla marcia No Tav da Susa a Bussoleno è prevista la partecipazione dei 163 parlamentari grillini. A questo punto l’azione parlamentare in favore della chiusura dei cantieri Tav in valle non può non essere accompagnata anche da un intervento a tutela di tutti coloro che in questi hanno hanno manifestato a difesa dei territori subendo una durissima repressione poliziesca e giudiziaria.
Il sostegno a queste lotte non può prescindere da una inizativa in favore di un’amnistia-indulto generale per le lotte sociali, contro la persecuzione della manifestazioni pubbliche, tutelando la resistenza messa in pratica dai cittadini nelle piazze italiane

La Polizia sgombera il blocco dei NO TAV dell'autostrada A32 Torino Bardonecchia, Torino, 28 febbraio 2012. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Annunci

6 thoughts on “Movimento 5 stelle, non basta appoggiare la lotta No tav, dovete battervi anche per l’amnistia in favore dei reati contestati durante le lotte sociali e la difesa dei territori

  1. Presidio No Tav Gravella Caro Paolo non mi convince, capisco lo scopo ma noi no tav non siamo un elitè. Le carceri sono piene di detenuti politici e sociali, dai comunsti agli anarchici, ambientalisti, proletari dei quartieri, fumatori di canne, immigrati, ecc se proprio si deve chiedere allora il minimo è che sia aministia generale e generalizzata. Liberi tutti.

    • Cari compagni,

      bisogna avviare una discussione molto approfondita sul come impostare una battaglia per l’amnistia. Per l’intanto cerchiamo di intenderci.

      Non ho capito, infatti, cosa si vuol dire con quel “se proprio si deve chiedere”. Lo domando perché ogni qualvolta si pronuncia la parola amnistia (parola stregata) qualcuno subito solleva questo tipo di obiezione di cui sinceramente non capisco il senso.
      Chiedere cosa? L’amnistia si ottiene, si strappa costruendo un percorso di lotta, una vertenza, né più e nemmeno di come si fa per il salario, l’occupazione di una casa o di uno spazio da autogestire. Lotte e rivendicazioni che prevedono tutte, nolenti o volenti, passaggi istituzionali, momenti di mediazione.

      Non capisco perché di fronte a battaglie del genere non sorga mai questo tipo di obiezione. Forse perché i movimenti sono disabituati a lottare realmente per liberare chi lotta limitandosi ad affermazioni di principio, slogan ineffettuali, pura agitazione ideologica velleitaria tanto ché, alla resa dei conti finale, abbiamo visto parte dei condannati di Genova G8 costituirsi, entrare in carcere per scontare la condanna come se ciò fosse la cosa più normale.

      Io credo che occorra una vera rivoluzione mentale di fronte a questo tema. Bisogna scrollarsi di dosso l’atteggiamento compassionevole, il paternalismo carcerario che anima almeno dalla metà degli anni 90 la rivendicazione di un’amnistia generale.
      In questa tornata elettorale c’era una lista radicale “di scopo”, intitolata proprio “Amnistia e libertà”. Non ha riscontrato un grande successo e non mi risulta che nessuno della compagneria, che rivendica l’amnistia generale, l’abbia votata. Se mi si obietta che in nome del rifiuto della delega elettorale e della tradizione astensionista non la si poteva votare, rispondo che la rivendicazione di amnistia generale per come viene condotta da oltre un decennio a questa parte è animata proprio da questo dispositivo di delega assoluta agli specialisti dell’assistenzialismo carcerario, ai professionisti della compassione, ai cappellani e all’associazionismo di settore, ad imprenditori politici come i radicali appunto (marxianamente: la coscienza esterna di un ceto privo di coscienza). A Fronte di una passività assoluta dei detenuti che per ragioni socio-antropologiche (per il radicale mutamento della loro composizione sociale) non sono in grado di costituirsi come soggetto autonomo ma sono destrutturati e assoggettati, mero oggetto della pena.

      L’amnistia per il popolo delle tossicodipendenze è assunta come una forma di terapia medica, desiderata e attesa come il carrello dell’infermiere che spaccia benzodiazepine due volte al giorno.
      L’esperienza ci dice (le lotte carcerarie degli anni 70 sono un modello da studiare al pari della composizione sociale dei detenuti dell’epoca, mix di prigionia politica e detenuti per reati contro la proprietà, oggi esigua minoranza sostituita da reati di commercio illegale, criminalità organizzata e immigrazione) che senza un soggetto autonomo che elabora e costruisce i passaggi politici della lotta messa in campo non si va lontano; si dipende, appunto, dal ceto dei professionisti della compassione, degli specialisti della correzione e della politica.

      E’ proprio per spezzare questo recinto che oggi, proprio perché dopo decenni stanno tornando nelle carceri dei militanti politici, degli attivisti, non più solo per periodi legati a detenzioni preventive nelle fasi preliminari delle indagini ma per esecuzione di pene anche lunghe, si può pensare di costruire una battaglia che abbia finalmente dei soggetti autonomi in grado di portarla avanti.

      Per questo parlo di amnistia politica come vettore che apra la strada ad una ovvia amnistia generale.
      Aggiungo che ad incidere sulle politiche penali sono sempre state le amnistie politiche, quelle che hanno cancellato denunce e condanne per cicli di lotte (le ultime sono quelle del 68-69), non le generiche amnistie concesse con motivazioni d’altra natura.

      Aprire una vertenza per amnistiare tutti i reati, denunce e condanne, utilizzati per reprimere le lotte sociali, le manifestazioni, le battaglie sui territori, contro i Cie, gli scontri di piazza, eccetera; con l’aggiunta di un indulto che andrebbe ad incidere anche su altre tipologie di reato, tipo associativi, permetterebbe di colpire la legittimità del nuovo arsenale emergenziale messo in campo negli ultimi anni.

      C’è poi la novità dei 5 stelle. Questo neo-ceto politico espressione delle attuali tendenze newage, di fatto ha utilizzato come simbolo la battaglia No tav. E’ indiscutibile che abbiano raccolto la maggioranza dei voti in Val di Susa come a Niscemi.

      Questo dato offre al movimento ed ai compagni un argomento, direi la leva, per invertire il rapporto con loro. Fino ad ora i 5 stelle hanno utilizzato il tema No tav, ora sono i No tav che devono utilizzare i 5 stelle mettendoli con le spalle al muro, pretendendo verifiche reali, prove di verità. E una di queste non può che essere, vista la rendita di posizione che hanno in parlamento, quella di pretendere il varo immediato di un’amnistia politica per chi da oltre dieci anni ha combattuto quotidianamente, resistendo e ritrovandosi sulle spalle denunce, processi, arresti, fogli di via e condanne…

      Se rifiuteranno perderanno molta legittimità, verrà fuori palesemente la loro natura illusionistica e il ruolo di diversivo svolto, allora vi libererete di un fardello. Se si divideranno tanto meglio, ma restare fermi alle petizioni di principio sarebbe l’errore più grande.

      Paolo

  2. apprezzo moltissimo i tuoi post, sul giustizialismo e quant’altro, ma non condivido ques’apertura di credito a questo sedicente “movimento” dai caratteri populisti e neo-fascisti; metterli con le spalle al muro? certo, letteralmente

    • Populisti sì, ultraqualunquisti anche, neo-fascisti non mi risulta affatto. Attenzione nel fare l’analisi giusta di questo complesso fenomeno. La domanda vera non è tanto chi sono i grillini, quanto chi sono quegli 8 milioni che li hanno votati e perché. Tra questi sicuramente una bella fetta di NoTav e non solo, anche tanti referendari e movimenti locali come quello antiMuos di Niscemi in Sicilia.
      Nessuna “apertura di credito” dunque, semmai una verifica. E’ il buon senso che la richiede, quel minimo di tattica politica. Loro hanno raccolto il voto di queste realtà, è bene che questi movimenti a partire dai No Tav chiedano in cambio qualcosa di concreto.
      Si tratta di usare chi ha usato la lotta Notav per salire in parlamento. E se questi neo-parlamentari si tireranno indietro, bé allora sarà palese anche a chi li ha votati la loro natura illusoria, la loro funzione di diversivo.

  3. In questi giorni si assiste al tentativo da parte del main stream mediatico di demonizzare i Cinquestelle accusandoli di apologia di fascismo. Mi riferisco alle parole della portavoce Lombardi che ha affermato che il fascismo aveva un progetto di stato (ciò corrisponde a verità e negarlo sarebbe storicamente assurdo, benchè tale progetto fosse intriso di nazionalismo e razzismo). Trovo sconcertante che si estrapoli una frase, magari non felice , per fare passare milioni di persone che hanno votato il movimento di Grillo per fascisti. E’ triste rilevare che anche dei compagni caschino in questi tranelli. Si può affermare che sia una coazione a ripetere gli errori del passato. I comunisti non sostennero gli arditi del popolo, che a Parma e a Sarzana fermarono le squadracce di Balbo. Persino dopo la fine della guerra, la resistenza si dimenticò di quei primi coraggiosi antifascisti. Più recentemente nei primi anni novanta si commise un altro sbaglio clamoroso: il rifutare di credere che molti operai diedero il consenso alla Lega nord, consegnando quel movimento ai soggetti più retrivi stile Borghezio, Speroni, Calderoli, etc.
    Non si deve fare lo stesso erroneo ragionamento con il movimento Cinquestelle, che presenta gran parte di istanze che sono patrimonio comune di chi ha lottato contro un capitalismo sempre più arrogante e pernicioso. Vanno messi alla prova e incalzati perchè potrebbero essere l’ariete giusto per disarticolare anche dall’interno il sistema. L’esperienza storica ci ha insegnato che la lotta armata (perseguita da donne e uomini dotati di grande coraggio e spirito di sacrificio) da sola non basta in questa temperie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...