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DIREZIONE “CASA DI RECLUSIONE REBIBBIA – ROMA”

Vis Bartolo Longo, 72 – 00156 Roma. Tel. 06415201, fax 064103680

RELAZIONE DI SINTESI

In data odierna si è riunito il Gruppo di Osservazione e Trattamento, nella seguente composizione:

Direttore di Reparto Dott.ssa A. T.                                                                       Presidente
Funzionario giuridico-pedagogico A3F1, F. P.                                                   Segretario tecnico
Vice Responsabile di P.P. di Reparto, Isp. G. B.                                                Componente
Asistente sociale L. R.                                                                                              Componente

(si allega copia di relazione del 09.02.2012 dell’UEPE di Roma, uale parte integrante della presente)

La riunione si è tenuta al fine di redigere relazione di sintesi sul detenuto semilibero PERSICHETTI Paolo, nato il 06 Maggio 1962 a Roma, per l’Udienza di discussione dell’Affidamento in prova ai Servizi Sociali, prevista per il 05.05.2012 dinanzi al Tribunale di Sorveglianza di Roma

Il Persichetti, ammesso a fruire della Semilibertà il 23.05.2008 dal Tribunale dì Sorveglianza di Roma, è giunto in questa sede il 24.05.2008.

II 26.05.2008 è stato redatto il primo Programma di Trattamento, ed 31.05.2008 il detenuto ha iniziato a lavorare come giornalista presso la redazione del quotidiano politico “Liberazione“, sita in Roma – zona Castro Pretorio: occupazione tuttora svolta.

Va subito detto, circa il lavoro e le sue logiche implicazioni, che ovviamente il soggetto gode di una legittima possibilità di esternare e dibattere, la quale gli consente di prendere e manifestare posizioni che riflettono un’idea (qualcuno ha detto, piuttosto, un’ideologia).

Tale condizione gli ha consentito e gli consentirà di effettuare legittimamente esternazioni che a taluno (vedasi su internet) sono parse, come detto, ideologiche ed immorali: ci si riferisce, nello specifico, alla difesa del Persichetti della decisione presa alcuni mesi fa dall’allora Presidente del Brasile, Ignazio “Lula” Da Silva, di non estradare in Italia il terrorista Cesare Battisti.
Prendendo lo spunto dalla vicenda in questione, sui media nacque un dibattito sugli “anni di piombo” sulla posizione assunta allora ed ora dalle Istituzioni e sulle vicende personali di alcuni terroristi.
Nell’ambito di tale dibattito, tra l’altro, dal soggetto furono poste su internet – e sono tuttora acquisibili – riflessioni condotte dal Persichetti anche in ordine alla propria vicenda, per certi aspetti simile a quella di Battisti, fuggito anch’egli in Francia. Si tratta di alcuni articoli e di almeno un’intervista radiofonica.

Si premette ciò in quanto i contenuti e le valutazioni di cui si è detto, le quali ovviamente riflettono un’idea e quindi anche una certa “difesa” del passato, da parte del soggetto, da un lato possono indicare in lui la presenza o meno di una revisione critica ma, dall’altro, rappresentano la concreta attuazione del Programma di Trattamento, caratterizzato proprio dalla previsione poter svolgere da parte del soggetto l’attività giornalistica, caratterizzata proprio dal diritto di espressione e limitata unicamente dalla commissione di illeciti civili e/o penali (si dirà più avanti della querelle tra il Persichetti e lo scrittore Roberto Saviano).

[…]

Il 18.07.2009 il detenuto, al mattino, è uscito in ritardo dall’Istituto; L’A.D., udite le giustificazioni addotte, ha ritenuto di non dover procedere disciplinarmente.

[…]

Si è accennato alla diatriba con lo scrittore Roberto Saviano.

All’inizio del 2011, come riportato sulla stampa e in internet (che ospita vari articoli al riguardo), si è verificata una schermaglia tra il Persichetti ed il suo editore da una parte, ed il Saviano dall’altra: schermaglia originata da affermazioni di quest’ultimo sul caso dell’omicidio di Giuseppe Impastato, affermazioni ritenute dalla controparte false o, quanto meno, superficiali.

La vicenda è sfociata nella presentazione di una querela per diffamazione da parte del Saviano nei confronti del Persichetti e del suo editore. La Direzione dell’Istituto ne è stata informata formalmente dalla Polizia di Stato con nota del 17.02.2011.

Il 02.03.2011 il Persichetti, durante un colloquio col Direttore di Reparto sulla vicenda, è stato da questi invitato a produrre gli articoli relativi alla querelle, al fine di fornirgli un quadro della situazione.

La richiesta è stata percepita come atteggiamento “censorio” che per tutta risposta ha detto chiaramente che gli scritti sono liberamente accessibili su internet e che non vedeva la necessità di doverli produrre lui.

Si è pertanto ritenuto di dover informare dell’accaduto e dell’atteggiamento tenuto dal semilibero il Sig. Magistrato di Sorveglianza.

La sera dello stesso giorno il semilibero è rientrato con dieci minuti di ritardo, alle ore 22,40; avendo preavvisato telefonicamente questa Direzione del ritardo e delle circostanze, non si è proceduto disciplinarmente ma, comunque, l’interessato è stato invitato a porre maggior attenzione sulle gestione dei tempi.

Identico ritardo è stato portato in occasione del rientro serale del 18.5.2011 (due mesi e mezzo dopo) ed identico è stato l’atteggiamento assunto dall’A.D. ma, come risulta agli atti, in tale frangente si è comunque invitato, quasi spronato, il soggetto a riporre maggiore fiducia nelle Istituzioni e – concretamente – nei suoi operatori.

[…]

A questo punto è doveroso rappresentare quanto segue.

La forma mentis del Persichetti lo conduce ad avere talora, un atteggiamento “paritario” (anche se tale aggettivo rischia di acquisire una valenza negativa) nei confronti di un’Amministrazione verso la quale, comunque, egli deve rispondere del proprio comportamento e non trattare da pari: il tutto, ovviamente, nel rispetto del diritti della persona.

Talora però nel soggetto pare vi sia una difficoltà a rendersi conto che, a differenza di quanto accade in un rapporto tra persone fisiche, rapportarsi con l’Amministrazione richiede una diversa “dialettica”, fatta – anche obtorto collo – di una puntuale esecuzione delle direttive o anche, delle sole indicazioni fornite dalla stessa e dai suoi operatori.

[…]

Il GOT pur prendendo atto senz’altro atto di una buona evoluzione dell’andamento della misura, ritiene proficua l’effettuazione di un ulteriore periodo –anche breve – di osservazione, al fine di consentire al soggetto di consolidare un percosro le cui premesse sembrano positivamente avviate.

Roma,  lì 16 aprile 2012

L’estensore

Funzionario giuridico-pedagogico A3 F1
F. P.

Per il Gruppo di Osservazione e Trattamento
IL DIRETTORE DELEGATO
Dott.ssa A. T.

Link
Paolo Granzotto e il funzionario giuridico-pedagogico di Rebibbia
Roberto Saviano
Kafka e il magistrato di sorveglianza di Viterbo
Negato un permesso all’ex-br Paolo Persichetti per il libro che ha scritto
Permessi all’ex br: No se non abiura

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14 thoughts on “Vedrete questo logo per molto tempo ancora

  1. Come non suggerire “al Persichetti” di parlare bene “del Saviano” e di trattare con deferenza e non “da pari a pari” la Direzione carceraria al fine di permettere un’ancora più positiva valutazione del suo “percorso”?
    Che vergogna! Che schifo! Che rabbia!

  2. Nella “La eredit della Priora” che tratta anche della sconfitta dei giacobini napoletani si descrive che questi “laici” fossero costretti ad assistere alla messa e che ci fossero dei gendarmi incaricati di osservare e registrare se rispondessero adeguatamente alle orazion. Altrimenti c’erano sanzioni. Questo mi ricorda quanto riportato in questa allucinante “relazione”. Particolarmente gustosa è la lamentela che il Persichetti ha una tendenza “paritaria” insomma non gli entra in testa che deve obbedire seppure “obtorto collo” (almeno questo il magnanimo censore – bontà sua- concede, cioè che si può anche non essere contenti). Il censore sbotta “non siamo uguali”, io ti devo controllare che censore altrimenti sarei? Che sussistano ancora questi istituti nel panorama di “urgente urgenza” di sanare la illegalità delle carceri e della giustizia italiana (parole solennemente uffficialmente dette al Senato dal Presidente della Repubblica e che per di più la giustizia e le carceri italiane siano state qualche migliaia di volte condannate per violazione dei diritti umani dei detenuti dalla corte penale europea, beh al nostro grottesco censore non passa neanche nell’anticamera del cervello. E’ troppo impegnato a rendersi ridicolo. Il poveretto forse neanche sa dell’esistenza di un libro “Buio a mezzogiorno”. Grottesco e moralmente un nano.

  3. Pingback: Sarò costretta spiegare il carcere a mio figlio: maledetti! « Polvere da sparo

  4. Ti devono rieducare, devi essere come loro ti vogliono, se ti penti o dissoci ti premiano. In questo caso la coerenza non è un valore. Speriamo almeno che ti permettano di continuare ad esprimerti.

  5. Ai dirigenti carcerari, ai secondini, ai GOM, ai carabinieri vorrei chiedere se sono legali i pestaggi che avvengono nelle carceri, nelle questure, e nei CIE.

  6. la dotta relazione mi ha fatto venire i bei tempi, in cui al secondino ci si rivolgeva chiamandolo “superiore”. Ecco dunque il fine del trattamento carcerario: sottomissione = redenzione.
    Il bello è, che nel recente dibattito tra postmoderni e nuovi realisti mi sembrava di simpatizzare per quest’ultimi. Ecco che ci pensano i fatti, a mostrare di essere solo interpretazioni

  7. Una volta ebbi un battibecco con un appuntato che ad una mia contestazione mi rispose “è il regolamento”. Gli dissi che lo sapevo ma volevo capire la logica, diventò tutto rosso e acconsenti che feci quello che chiedevo, e da quel giorno mi permettevo di fare cose che agli altri erano proibite, tutto per evitare figuracce davanti alle altre guardie.
    Ma che tali cose le dicano e le facciano anche chi è addetto alla valutazione “rieducativa” è esemplare

  8. E visto che questi signori leggono, una domanda vorrei fargliel:
    Come mai dei professionisti della rieducazione non riconoscono l’alto valore Civile, Etico, Morale, Culturale e financo Politico, dell’impegno contro la TORTURA?
    Forse anche loro sono a favore dell’uso di ogni mezzo per raggiungere l’obiettivo dell’obtorto collo?
    Ossequi Enrico Triaca

  9. Pingback: Paolo Granzotto, il funzionario giuridico-pedagogico di Rebibbia e l’immoralità « Polvere da sparo

  10. Pingback: Se nei prossimi giorni questo blog diventerà muto, ora sapete perché! | controappuntoblog.org

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