Le torture ai brigatisti raccontate da Luigi Bisignani

luigi-bisignani-uomo-sussurra-potenti-acquista-libro-online-sconto-scarica-download-pdf1Chi è Luigi Bisignani? I magistrati che lo hanno arrestato qualche tempo fa per poi concedergli i domiciliari, lo hanno descritto come un «soggetto più che inserito in tutti gli ambienti istituzionali e con forti collegamenti con i servizi di sicurezza». Uno che sa o che lascia credere di sapere, che del posseso di informazioni riservate ha fatto il suo mestiere.
Coinvolto in un’inchiesta sul mondo delle lobby, condotta dai pm napoletani Francesco Curcio e Henry John Woodcock, Bisignani si è visto contestare l’appartenenza ad un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione di notizie riservate, appalti e nomine, in un misto, secondo l’accusa, di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali realizzate manovrando un sistema informativo parallelo.
Trovare una definizione esatta per collocarlo è difficile: faccendiere, lobbista, uomo d’affari, addentro al mondo dell’informazione e dei servizi, capace di far circolare e orientare notizie, a suo tempo iscritto alla loggia P2, insomma un uomo di relazioni, punto di raccordo tra ambienti diversi, sempre capace di far valere i suoi rapporti influenti, la ricca agenda e la quantità di informazioni riservate in suo possesso. Un evergreen del potere discreto, che non agisce in prima fila ma dietro le quinte del palcoscenico.
In un libro-intervista, L’uomo che sussurra ai potenti, appena apparso per Chiarelettere, rispondendo alle domande del giornalista Paolo Madron, Bisignani si diverte a raccontare retroscena, piccoli segreti, gossip, lo fa con ironia, schizza ritratti velenosi di personaggi della finanza, della politica, della chiesa, della magistratura (tra i più gustosi), dei Servizi segreti, dei media, in altri casi è servile, appare un magiordomo del potere, ogni tanto rivela qualche verità. Tra queste, in una paginetta e mezza racconta delle torture condotte nel 1982 dalla squadra del professor De Tormentis, ovvero quel Nicola Ciocia che i lettori assidui di questo blog conoscono molto bene. Se un frequentatore del potere come Bisignani sapeva, quanti altri come lui sapevano?
Eccovi l’estratto, buona lettura

Bisigna 1Bisigna 2bisPer saperne di più
Chi è “Tormentis”?

Il processo di Perugia
Non erano calunnie, il tribunale di perugia riapre il processo sulle torture contro le Br
Il processo alle torture si farà. La corte d’appello di Perugia accoglie la richiesta Enrico Triaca, il tipografo delle Br sottoposto a waterboarding dal poliziotto dell’Ucigos Nicola Ciocia
A Perugia il processo alle torture di Stato di militant blog.org
Dalle torture a Bilderberg, l’ambigua posizione dell’ex magistrato Ferdinando Imposimato
Processo alle torture, il professor De Tormentis chiamato a testimoniare. Il prossimo 18 giugno la decisione della magistratura
Il brigatista torturato chiede la revisione del processo. Vuole sapere tutto sulla squadra speciale guidata da Nicola Ciocia che praticava il waterboarding
Enrico Triaca denunciò le torture ma fu condannato per calunnia. In un libro il torturatore Nicola Ciocia-alias De Tormentis rivela “Era tutto vero”. Parte la richiesta di revisione
Condannato per calunnia dopo aver denunciato le torture, Triaca chiede la revisione del-processo

Per approfondire la storia delle torture
Le torture della repubblica

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6 thoughts on “Le torture ai brigatisti raccontate da Luigi Bisignani

  1. Si , pian piano la verità comincia a venire a galla e questo mi sorprende poco. I lavori sporchi fanno parte della gestione del potere, che quando si sente minacciato non si fa scrupoli e in guerra non se devono avere. A distanza di tanti anni non riesco a comprendere una certa ingenuità dei brigatisti nel fare i sequestri. Uno come Dozier poteva essere ucciso ( fa parte del loro mestiere di mercenari e in Afghanistan i soldati occidentali , non ancora i generalissimi, pagano il loro pegno) , ma mai sequestrato. Cosa speravano di ottenere se non informazioni che si sarebbero dovute estorcere con metodi ,come dire , poco eleganti?

  2. I nominativi dei miltanti che hanno dichiarato di essere stati “torturati” (evidentemente c’è anche chi non lo ha detto…), oltre a quelli del collettivo Barona di Milano in occasione della indagine milanese sull’omicidio Torregiani (Sisinnio Bitti, Umberto Lucarelli, Roberto Villa, Gioacchino Vitrani, Annamaria e Michele Fatone presenteranno un esposto alla Autorità Giudiziaria), sono Alberto Buonoconto, Enrico Triaca, Luciano Farina, Nazareno Mantovani, Francesco Giordano, Maurizio Iannelli, Michele Galati, Elisabetta Arcangeli, Ruggero Volinia, Fernando Cesaroni, Luciano Farina, Gianfranco Fornoni, Armando Lanza, Ennio Di Rocco, Stefano Petrella, Anna Maria Sudati, Cesare Di Lenardo, Emanuela Frascella, Antonio Savasta, Emilia Libera, Giovanni Ciucci, Alberta Biliato, Roberto Vezzà, Paola Maturi, Giovanni Di Biase, Annarita Marino, Lino Vai, Sandro Padula, Giustino Cortiana, Daniele Pifano, Arrigo Cavallina, Luciano Nieri, Giorgio Benfenati, Aldo Gnommi, Federico Ceccantini, Adriano Roccazzella. Per questi fatti nessuno è stato dichiarato responsabile, mentre Cesare Di Lenardo si trova tuttora in carcere senza avere mai usufruito di neppure un giorno di permesso dal gennaio del 1982. Nel 2012 la Polizia di Stato ha scelto per dirigere la nuova “Scuola di Formazione per la Tutela dell’Ordine Pubblico” il prefetto Oscar Fioriolli, il quale sottopose a tortura Elisabetta Arcangeli arrestata il 27 gennaio 1982 (“Li sta interrogando Fioriolli. Il nostro capo, Improta, segue tutto da vicino. La ragazza è legata, nuda, la maltrattano, le tirano i capezzoli con una pinza, le infilano un manganello nella vagina” cfr. Ex Commissario DIGOS Salvatore Genova su L’Espresso del 6 aprile 2012). Nel gennaio 2013 Oscar Fioriolli è stato arrestato per sospetta corruzione in appalti pubblici.

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