Stupro Caffarella, parte la caccia: Alemanno: “forse sono rom prendeteli e poi nessuna clemenza“

Inchiesta per lo stupro della Caffarella: la fretta della politica. Nemmeno 24 ore dalla violenza ed i colpevoli sono già pronti

Giovanna Vitale
Repubblica 15 febbraio 2009 pagina 3

PORTOROSE – È appena rientrato in albergo, il sindaco Alemanno, quando una telefonata lo avverte che a Roma è successo di nuovo. Impegnato nel viaggio della Memoria alle Foibe, il primo cittadino sbianca di colpo: c’è stata un’ altra violenza ai danni di una coppietta, questa volta nel cuore della città, a San Giovanni. Sindaco che è successo? «Mi è stato confermato lo stupro. L’avrebbero commesso due persone con accento dell’Est e carnagione scura. Potrebbero essere rom». Come fa a esserne così sicuro? «Ho appena parlato con il questore, è stato lui a dirmelo». Se fosse così, a Roma sarebbe il secondo nel giro di venti giorni… «Ormai siamo in emergenza nazionale. Nella giornata di oggi è successo prima a Bologna e poi a Roma. Per questo mi auguro che gli inquirenti trovino al più presto i responsabili e che, una volta assicurati alla giustizia, non abbiano nessuna indulgenza. Senza certezza della pena anche la prevenzione va a farsi benedire. Quando strillavo contro l’eccessiva clemenza della magistratura sui reati sessuali, purtroppo non avevo torto». Sindaco, la magistratura interviene quando il danno ormai è fatto, non crede che le responsabilità siano da ricercare altrove? «Guardi, questi reati in genere avvengono nelle zone periferiche, dove c’ è ancora un grosso problema di presidio sociale e del territorio: abbiamo troppe persona senza fissa dimora, troppi clandestini, troppi micro-insediamenti abusivi pieni di disperati che vagano ai margini della città e rappresentano altrettanti fattori di insicurezza, frammentati e incontrollabili». E allora cosa farete? «Già da lunedì avvieremo la bonifica degli insediamenti abusivie poi accelereremo sul piano messo a punto dal prefetto: nella capitale c’è assoluto bisogno di un cambio di modello. Ora abbiamo sette campi autorizzati, ne aggiungeremo altri due o tre: tutti verranno fortemente controllati dalle forze dell’ ordine, che avranno un posto fisso. E lì potranno restare solo i nomadi regolari. Chi non ha le carte in regola verrà espulso: il governo ha stanziato 100 milioni di euro per tutta Italia, ora i soldi ci sono». Ma i clandestini si nasconderanno in baracche improvvisate, magari proprio in periferia… «E noi li troveremo, elimineremo le baracche abusive, gli faremo capire che o entrano nella legalità o devono andare via. Questo è l’unico modo per affrontare alla radice il problema: gli stranieri senza fissa dimora, senza lavoro, di fatto irregolari, devono comprendere che in Italia non possono restare». E’ il “cattivismo” professato dal ministro Maroni? «Non è questione di essere cattivi o meno, ma di essere rigorosi, avere un modello in testa da applicare. Perché, quando non accade, si crea un buco nel sistema che fa diventare incontrollabile la situazione». Chiederete anche più militari? «E’ una necessità. Non l’unica. Il generale Mario Mori, che è il capo del nostro dipartimento alla Sicurezza, ha detto con chiarezza che a Roma ci sono 5mila telecamere e a Londra 450mila».

I precedenti
31 DICEMBRE Una ragazza di 23 anni viene aggredita, picchiata e violentata al concerto alla fiera di Roma. Arrestato un giovane italiano, confessa di averlo fatto ubriaco, dopo aver tirato cocaina.
21 GENNAIO Una donna di 40 anni mentre sta tornando casa dal lavoro viene aggredita e violentata da due uomini un italiano e uno straniero dirà poi dopo essere scesa dal bus in zona Primavalle.
23 GENNAIO A Guidonia una giovane coppia di fidanzati viene aggredita mentre è in auto. Lui viene picchiato e rinchiuso nel bagagliaio, lei stuprata. Vengono arrestati 4 romeni.

Link
Il capo della mobile querela Liberazione
Caffarella: l’uso politico dello stupratore
Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso
La fabbrica dei mostri
Racs innocente e senza lavoro

Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos?
Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs

Stupro della Caffarella
Negativi i test del Dna fatti in Romania
Racs non c’entra
Non sono colpevoli ma restano in carcere
Parlano i conoscenti di Racs
La difesa di Racs denuncia maltrattamenti
L’accanimento giudiziario
Non esiste il cromosoma romeno
Tante botte per trovare prove che non ci sono
Quando il teorema vince sulle prove
L’inchiesta sprofonda
È razzismo parlare di Dna romeno
Quartaccio-Caffarella, l’uso politico dello stupro

Populismo penale

police-partout3


Logica premiale e logica vittimaria ispirano la nuova filosofia penale
Quando ai familiari delle vittime si chiede di divenire gli esecutori delle pene. Postille ad un articolo di Claudio Magris
Ma dove vuole portarci Saviano?

Luigi Ferrajoli: Populismo penale ovvero la strategia della paura
Di Pietro: “Noi siamo la diarrea montante”
Quando il privilegio indossa la toga, la casta dei giudici in rivolta
La ragnatela di Anemone e la lista che fa paura
Nella lista di Anemone l’intero establishment: lavori o favori?
Congresso Idv: i populisti lanciano un’opa su ciò che resta della sinistra
Retroscena di una stagione: Di Pietro e il suo cenacolo
Di Pietro interrogato a Perugia, sospetti su due appartamenti
La ragnatela di Anemone e la lista che fa paura
Nella lista di Anemone l’intero establishment: lavori o favori?
Saviano, l’idolo infranto
Il diritto di criticare l’icona Saviano
La libertà negata di criticare Saviano
Il ruolo delle corti costituzionali tra costituzioni rigide e costituzioni aperte
Dal vertice della consulta una replica alle critiche sul ruolo della corte costituzionale
La farsa della giustizia di classe
Processo breve: amnistia per soli ricchi

Lo scudo di classe di Berlusconi
Retroscena di una stagione: Di Pietro e il suo cenacolo
Congresso Idv: i populisti lanciano un’opa su ciò che resta della sinistra
La sinistra giudiziaria

La farsa della giustizia di classe
Processo breve: amnistia per soli ricchi

Ho paura dunque esisto
Dipietrismo: malattia senile del comunismo?

Giustizia o giustizialismo, dilemma nella sinistra
Il populismo penale una malattia democratica
Badiou, Sarkozy il primo sceriffo di Francia in sella grazie alla doppia paura
Curare e punire

Il governo della paura
Genesi del populismo penale e nuova ideologia vittimaria
Populismo penale, una declinazione del neoliberismo
L’indulto da sicurezza, il carcere solo insicurezza
Come si vive e si muore nelle carceri italiane
Prigioni i nuovi piani di privatizzazione del sistema carcerario
Carceri private il modello a stelle e strisce privatizzazioni e sfruttamento
Le misure alterantive al carcere sono un diritto del detenuto
Sprigionare la società
Desincarcerer la société
Carcere, gli spettri del 41 bis
Carcerazioni facili, dopo le proteste torna in carcere. Aggirate le garanzie processuali

Nel paese del carcere facile, il Corriere della Sera s’inventa l’ennesima polemica sulle scarcerazioni rapide