Bossnapping, gli operai di Continental strappano l’accordo

La fabbrica chiude ma il padrone paga: 50 mila eruro a testa, salario pieno fino a ottobre 2009 e 75% fino al 2014 per i 1120 di Continental

Paolo Persichetti
Liberazione 2 giugno 2009

Dopo un conflitto di due mesi e mezzo, i lavoratori dello stabilimento Continental di Clairoix hanno strappato all’azienda un indennizzo di almeno 50 mila euro netti a testa, come titolo d’indennizzo per la chiusura della fabbrica. Più di 900 dipendenti del gruppo hanno accettato il protocollo d’accordo (solo 10 voti contrari) nel corso di un’assemblea tenutasi sabato scorso. L’azienda tuttavia non è intenzionata a confermare l’intesa fintanto che non vi sarà la stipula ufficiale.

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La trattativa si è sbloccata venerdì, dopo l’ennesimo incontro tra le parti, presente il governo. Nelle sedute precedenti l’azienda aveva messo sul tavolo offerte molto basse: 17 mila, poi 20 mila a testa, sempre rifiutate dai delegati sindacali. Finalmente venerdì la direzione ha mollato. «Continental è un bell’esempio di solidarietà», ha spiegato Xavier Mathieu, delegato della Cgt che ha partecipato alla trattativa, sottolineando come i lavoratori più anziani hanno accettato il principio dell’indennità uguale per tutti nonostante avessero potuto ottenere di più, in ragione proprio della loro anzianità di servizio. La decisione d’impiegare strumenti di lotta senza remore, la compattezza del fronte operaio e la solidarietà hanno dato i loro frutti. Oltre all’una tantum, per i 1120 dipendenti l’accordo prevede il pagamento del 100% del salario fino al prossimo ottobre, quando per le maestranze scatterà un «congedo di riconversione» della durata di 23 mesi, fino al 2011. Spiega sempre Mathieu, «siamo sicuri d’avere garantito almeno il 75% del salario fino al 2014, anche se restano ancora da discutere le condizioni d’accesso ai prepensionamenti e la ricollocazione dei posti di lavoro. Un nuovo incontro si terrà il prossimo 5 giugno». L’11 marzo la direzione della fabbrica di pneumatici tedesca aveva annunciato la chiusura degli stabilimenti di Clairoix, nel nord della Francia, e Hannover, in Germania, a causa della sovraccapacità produttiva. L’annuncio aveva provocato l’immediata reazione dei lavoratori che nel 2007, in cambio della promessa del mantenimento dei posti di lavoro, avevano accettato un accordo capestro. Erano ritornati alle 40 ore settimanali in linea con la cancellazione della riduzione dell’orario di lavoro (le 35 ore), portata avanti dal capo dello Stato Sarkozy come la soluzione che avrebbe rilanciato l’economia, «lavorate di più per guadagnare di più». Com’era prevedibile l’aumento delle ore di lavoro non ha risolto nulla. La produzione di pneumatici si è definitivamente interrotta il 22 aprile. L’azienda aveva chiuso definitivamente gli impianti, evocando ragioni di sicurezza, dopo che gli operai avevano distrutto i locali d’ingresso della fabbrica una volta appresa la decisione della magistratura di rigettare la loro richiesta d’annullamento della chiusura del sito. «Les Contì», come orgogliosamente si fanno chiamare gli operai di Continental, si erano fatti conoscere grazie a clamorose azioni di protesta come il saccheggio della sottoprefettura di Compiègne o la cacciata al lancio di uova e scarpe dei membri della direzione, l’impiccagione di due manichini che effigiavano il Pdg Louis Forzy e i blocchi ferroviari e stradali. Non sono arrivati al bossnapping, ma poco c’è mancato. Ora che hanno ottenuto quanto chiesto, non dimenticano la solidarietà e oggi manifesteranno accanto ai lavoratori della Goodyear di Amiens, che ha annunciato il licenziamento di 820 dei suoi 1400 dipendenti.

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Recensione” presa dal blog di Baruda

Io non so scrivere di cinema, non so raccontare i film, non so fare recensioni. Ma questa volta non riesco a non farlo perchè da quando ho visto questa pellicola mi prudono le mani e vorrei che più gente possibile vedesse questo piccolo capolavoro francese, manifesto tragicomico, provocatorio e radicale del bisogno di alzare la testa in qualche modo rocambolesco della sfruttata classe operaia nell’Europa del capitalismo delle multinazionali.
Louise Michel prende il suo nome dalla comunarda anarchica francese…è un film, di cui non so se raccontarvi la trama (non credo sia il caso altrimenti poi non ci andate), in cui un uomo per lavorare in una fabbrica si finge donna e una ex bambina diventa uomo per raggiungere una soddisfazione sportiva. “Avete rifiutato le 35 ore e gli aumenti di salario, ma non rifiuterete questi grembiuli nuovi” … il padrone (che poi non è che un servo tra i tanti del vero, quasi irraggiungibile, padrone) prova ad imbonirsi le operaie malgrado i loro sguardi scettici: prendono questo grembiule e il giorno dopo trovano la fabbrica vuota. Tutto era stato portato via: macchinari e lavoro, quindi il proprio sfruttamento quello che ti permette di arrivare al giorno dopo.
20.000 euro di risarcimento da dividere in venti: spiccioli inutili in questo modo. Che fare?
Bhè sono pochi per tutto: ma non per un killer che vada ad ammazzare il padrone. La votazione è unanime: questo si che è un modo per far fruttare quella miseria data da un porco padrone dopo 20 anni di sudore nella sua fabbrica.
E qui inizia il bello, l’avventura divertente di questa strana coppia che tra Francia, Belgio ed Inghilterra cercano di ammazzare il padrone giusto, quello che sia il vero responsabile della chiusura della fabbrica e quindi del licenziamento di tutte le operaie. louise
La decisione, ad ogni errore, è sempre la stessa, unanime: andare avanti fino ad accoppare quello giusto.
Geniale, sarcastico, girato in modo strano con la telecamera quasi sempre fissa, con le immagini sfocate e i dialoghi stretti e necessari: con un gioco di sguardi, sessualità negate e poi ritrovate, di pistole autocostruite, di killer professionisti che non sanno azzittire i cani, di piccioni spennati e cinismo, tanto cinismo.
Un film piaciuto alla critica ma che ha creato grandi deliri nei forum italiani, in cui il popolino servile e estremamente attaccato al culo del padrone (come amano leccare questi miserabili italiani) si è molto innervosito e quasi scandalizzato per una pellicola del genere.
Stiamo anni luce indietro alla Francia: tanto che lì sequestrano i manager, qui li facciamo passare sui nostri corpi mentre lecchiamo le loro suole.

Chi odia i padroni, chi è sfruttato, chi è stato costretto a modificare se stesso per arrangiare il modo di arrivare a fine mese: QUESTO E’ IL FILM PER NOI

“Ora che sappiamo che i ricchi sono dei ladri, se i nostri padri e le nostre madri non riusciranno a bonificare la terra quando saremo grandi ne faremo noi carne macinata” Louise Michel

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