Se n’è andato Carlo Monguzzi, figura storica della sinistra milanese, ambientalista della prima ora, dalle lotte studentesche all’antifascismo, l’urbanistica, la Palestina, mille battaglie dentro e fuori le istituzioni. Ultima l’intitolazione di una strada all’anarchico Giuseppe Pinelli, lanciato da una finestra della questura di Milano durante un interrogatorio illegale, nel dicembre 1969. Impegnato anche sul carcere contro la legislazione speciale e premiale che colpiva e puniva i militanti degli anni 70, come ricordano Nadia Ponti e Rosaria Biondi, due ex ergastolane della lotta armata.

Di Nadia Ponti e Rosaria Biondi
I nostri compagni Giulio Cacciotti e Vincenzo Guagliardo se ne sono andati prima di Carlo, lo ricordiamo anche per loro.
Ci è stato accanto e sostenuti, negli anni del carcere, nella nostra lotta contro la legge premiale Gozzini, che lega le condizioni carcerarie e l’uscita dal carcere al mercato delle coscienze.
Una lotta ostinata e solitaria, purtroppo.
Anche quando avrebbe, forse, desiderato che smettessimo, ci ha sempre sostenuti lo stesso, perché anche lui sapeva che le lotte che si sentono giuste, vanno combattute e basta, indipendentemente dal fatto che si possano vincere o perdere.
Non diremo grazie per questo, proprio perché sappiamo che valeva anche per lui.
Un abbraccio a chi gli ha voluto bene.