Il sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone, chiama gli squadristi di Forza nuova per cacciare “immigrati e comunisti”

Un importante chiarimento politico si attende……..

Comitato Promotore delle Manifestazioni antirazziste dell’8 e 9 ottobre
Caserta, 2 ottobre 2010


La storia di Forza Nuova da sempre è segnata da quel bagaglio di ignoranza che produce la solita retorica. Stavolta si fa demagogia parlando di “comitati popolari per liberare Castel Volturno dal male” e accostando i clandestini alla camorra.
L’insania di essere l’incarnazione del Bene ha sempre caratterizzato la pretesa legittimazione sia di “programmi” discutibili sia di atteggiamenti e azioni violente da parte di FN.
In una fase del genere non crediamo che gli autoctoni e gli immigrati di Castel Voltuno abbiano bisogno di chi mira ad esasperare ulteriormente le situazioni affrontandole con mentalità da bande di strada o peggio ancora da squadracce in azione.
In un territorio dove a comandare è la violenza imposta dalla criminalità organizzata, solo un’azione consapevole delle radici dei problemi può contribuire ad un cambiamento in positivo. Chi crede che a Castel Volturno, oltre alla camorra, le piaghe sociali siano “comunisti e clandestini” forza la realtà ad un suo schema mentale perché incapace di osservare e trarre conclusioni.
Cosa sarebbe l’economia sul litorale domitio senza i cosiddetti “clandestini”? Come si farebbe a sostenere una produzione dai costi così bassi senza di loro? Chi altri se non loro, costretti alla clandestinità da vuoti legislativi, farebbe risparmiare così tanto sul costo del lavoro? Chi pagherebbe i fitti delle tante case del litorale?
Dei tanti immigrati che grazie al lavoro delle associazioni hanno ottenuto un permesso di soggiorno e sono andati altrove a cercare un lavoro regolare, quanti sarebbero ancora sfruttati a Castel Volturno?
Ma più ancora della superficialità e della sterilità delle proposte di FN, ci stupisce l’atteggiamento del Sindaco di Castel Volturno Scalzone. Di lui certo non si può dire che non conosce il territorio e che è piombato come un “marziano” con le sue ricette preconfezionate.
La Questura e la Prefettura gli hanno vietato la manifestazione per motivi di ordine pubblico e sicurezza e Scalzone prima si offende e poi le ringrazia perchè “i centri sociali e le associazioni  che si occupano degli immigrati avrebbero potuto sfruttare anche questo momento di aggregazione della gente del litorale per destabilizzare il territorio.”
Di destabilizzazione, effettivamente, Scalzone se ne intende: non si è mai tirato indietro quando era possibile lanciare una provocazione, tirare un sasso, scaldare gli animi in una situazione già accesa. L’idea di “fare come a Rosarno”, l’ammiccamento ad un partitino di chiara matrice fascista-nazista, l’accusa alle associazioni di sopravvivere sulle sofferenze degli immigrati, le insinuazioni sulla commemorazione dei morti della strage di S.Gennaro: Scalzone ha sempre perso tutte le occasioni per riflettere sul peso delle sue dichiarazioni che nulla di buono e di concreto hanno reso sia agli autoctoni che agli immigrati.
Invitiamo, dunque, il Sindaco Scalzone a invertire questa tendenza, a chiarire le sue posizioni e dunque a partecipare alle mobilitazioni promosse dalla Rete Antirazzista di Caserta: l’8 ottobre ci sarà il primo sciopero del lavoro nero, ossia un blocco delle rotonde del caporalato tra Napoli e Caserta.
Il 9 ottobre, invece, ci sarà una manifestazione a Castel Volturno contro le camorre e il razzismo e per promuovere solidarietà e diritti per tutti.
Siamo curiosi di sapere se Scalzone, oltre a “compiacersi dell’attenzione” che FN dedica a Castel Volturno, sosterrà la lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e le camorre che la rete Antirazzista sta promuovendo o se anche stavolta gli basterà la demagogia con cui ha conquistato l’attenzione dei giornali.
Ci permettiamo, dal basso della nostra esperienza, di dare un consiglio al Sindaco Scalzone: c’è una linea chiara e inaggirabile tra le soluzioni consapevoli dei problemi e la giustizia “fai da te”, sempre parziale e spesso violenta. Scalzone si sta divertendo a saltellare aldiquà e aldilà di questa linea, invocando l’aiuto istituzionale e incitando ad una “nuova Rosarno”, organizzando manifestazioni contro gli immigrati e congratulandosi con la Questura e la Prefettura che l’hanno vietata per motivi di ordine pubblico, ringraziando FN per l’attenzione e rivendicando il ruolo istituzionale della Repubblica nella risoluzione dei disagi. Da questo gioco nessuno esce vincitore: né i castellani né gli immigrati, e prima o poi queste due posizioni inconciliabili andranno in un pericoloso corto circuito.
E infine una domanda! Cosa dicono i partiti, i sindacati e le associazioni sul territorio circa le “strane” posizioni di Scalzone? Cosa dicono circa la sua vicinanza all’organizzazione Forza Nuova? Cosa dice l’opposizione politica in questa provincia? Ed il Partito di governo? Il Pdl cosa dice? Il sindaco Scalzone è stato eletto con i voti di Forza Nuova? Risponde a Forza Nuova? Ci siamo persi qualcosa sulla nuova linea politica del Pdl? E cosa dicono i Finiani di Futuro e Libertà?
Un importante chiarimento politico si attende……..

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Sono circa 20 e non 4 i richiedenti asilo fuggiti ai pogrom di Rosarno, si trovano adesso all’interno del centro. Gli altri hanno lasciato Crotone tra molte difficoltà, poichè le promesse sul pagamento dei biglietti per altre destinazioni non è stata mantenuta. Altri immigrati provenienti da Rosarno sono ancora in attesa dei dei salari che gli imprenditori non hanno ancora pagato

Rete antirazzista di Cosenza
12 Gennaio 2010

Dopo le tragiche giornate di Rosarno il bilancio è pesantissimo: decine di feriti, almeno 5 arrestati e numerosi dispersi ancora nelle campagne. A Rosarno gli africani non ci sono più, non ci sono più nemmeno i ruderi diroccati, vergogne a cielo aperto dove per anni migliaia di lavoratori hanno vissuto in condizioni disumane. Come se, insieme ai ruderi, le ruspe potessero cancellare tempestivamente ogni traccia della loro ingombrante presenza sul territorio. Come se si volessero cancellare sangue e sudore di chi per anni ha sostenuto l’economia agricola della Piana di Gioia; come se si volesse rimuovere il coraggio dei ragazzi africani, gli unici ad aver dimostrato la forza di ribellarsi all’arroganza e alle angherie dei clan mafiosi locali.
Gli africani non salveranno più Rosarno!
La nostra presenza oggi davanti al Cpa S’Anna di Isola Capo Rizzuto vuole essere un gesto di solidarietà e vicinanza a quei migranti reclusi nel campo di Crotone come in quello di Bari dove circa 1200 degli africani di Rosarno sono stati confinati in seguito alla loro cacciata. È assurdo che dopo anni di vessazioni, sfruttamento, riduzione in schiavitù e indifferenza, queste persone oggi rischino di essere espulse dal territorio e vengano ulteriormente criminalizzate. “Siamo stati troppo tolleranti”, ha dichiarato il ministro leghista, ed è vero! Lo sono stati nei confronti di chi da tempo lucra sulla pelle degli indifesi a spregio dei più elementari diritti della persona. Le pesanti condizioni di vita in cui versavano i migranti a Rosarno erano conosciute da tempo: dalle forze dell’ordine ai sindacati di categoria, dai partiti politici alla società civile. Rosarno era una polveriera pronta da tempo ad esplodere ma che nessuno ha concretamente provato a disinnescare. Si è preferito fomentare l’odio sociale e la guerra tra poveri, anziché raccogliere la sfida della ribellione contro chi nel nostro territorio detta le leggi a suon di Kalasnikov, forti delle complicità istituzionali, sia esse locali che nazionali. I governi si susseguono, le maggioranze si rovesciano e le porte continuano a chiudersi in faccia a questa umanità dolente che ha provato ad alzare la testa. La mafia ringrazia!

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