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insorgenze.net compie 18 anni. Era il luglio del 2008 quando, ottenuta la semilibertà da appena un mese e riavuto finalmente accesso libero alla spazio pubblico, ho aperto questo blog. Da allora abbiamo fatto tanta strada, siamo cresciuti gradualmente fino a raggiungere in questo finale di 2025 un totale di 2 milioni cinquecentomila visualizzazioni (2.494.907) con 1.184.087 visitatori.
Negli ultimi tre anni la crescita è stata importante con quasi seicentomila visualizzazioni (584.199) e 332.842 visitatori.
Il 2025 si chiude con 212.401 visualizzazioni.
In questo fine 2025, insorgenze.net offre ai suoi lettori 1258 articoli che raccolgono il lavoro svolto negli anni del carcere e poi nelle redazioni di diversi quotidiani: Liberazione, gli Altri, il Garantista, il Dubbio, il manifesto, Domani, l’Unità oltre ad articoli apparsi su l’Humanité nel decennio 90, quando vivevo a Parigi dove ero rifugiato e contributi per alcune riviste francesi e italiane. Infine numerosi articoli di ricerca indipendente pubblicati unicamente su questo blog.

I temi affrontati spaziano dalle cronache operaie alle cronache migranti, cronache carcerarie, populismo penale, periferie, stato di eccezione, anni Settanta, compromesso storico e solidarietà nazionale, consociativismo, lotta armata, sequestro Moro, tortura, strage di Bologna, falsa pista palestinese e carte colonnello Giovannone, lodo Moro, dietrologia e teorie del complotto, paradigma vittimario, dottrina Mitterrand ed esilio francese, ventennio berlusconiano, polizia della storia e altro ancora.
Questo è il blog che racconta la storia degli ultimi, dei dimenticati, dei senza voce e di chi si è ribellato, ha provato a cambiare le cose, pensato e tentato una rivoluzione.
insorgenze.net è un blog che non racconta bugie, non inventa fake news, non costruisce complotti, non diffonde dietrologie, cerca solo i fatti, raccoglie documenti, prova a raccontare la realtà di ieri e di oggi.
insorgenze.net è una testata citata in decine e decine di libri, articoli di giornale, riviste, tesi universitarie, podcast, atti ufficiali.
Ora che siamo diventati maggiorenni vorremmo offrire ai nostri lettori qualcosa di più. Ma abbiamo bisogno di sostegno e aiuto. Fare ricerca è un lavoro faticoso che richiede costanza e rigore metodologico.
Fare ricerca indipendente è anche un lavoro pericoloso. I lettori di questo blog sanno che nel 2021 siamo stati oggetto di un durissimo attacco da parte della magistratura e degli organi di polizia, con il sequestro di tutti i supporti informatici, dell’intero archivio di lavoro. Surreale vicenda che si è conclusa con una richiesta di archiviazione perché la ricerca storica non è un reato.
insorgenze.net ha resistito, è andato avanti, è addirittura cresciuto. Vogliamo continuare a farlo con voi che ci scegliete e leggete ogni giorno.
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I libri di insorgenze.net






Toffoli, che in qualità di avvocato generale dell’Unione era già intervenuto nel procedimento, chiamato a fornire un parere sull’eccezione di incostituzionalità sollevata contro la concessione dell’asilo politico a Battisti, aveva difeso la correttezza della decisione presa dal ministro della Giustizia, Tarso Genro. Per evitare conflitti d’interesse ha preferito appellarsi alla clausola di coscienza e non prendere parte al voto. Un gesto che smentisce clamorosamente tutti quelli che avevano accusato Lula di averlo designato per far pendere gli equilibri del Tribunale a favore di Battisti. Nei giorni scorsi era persino circolata voce su un possibile ricorso contro la sua nomina da parte del governo italiano che per voce del proprio legale aveva chiesto a Toffoli di non presenziare al voto. Intervento che ha provocato la ferma reazione del ministro Genro contro l’atteggiamento irrispettoso della sovranità interna brasiliana. Fin dall’inizio l’Italia ha interferito in modo pesante sulla giustizia brasiliana. Un proconsole del governo, il procuratore Italo Ormanni, è stato inviato sul posto per manovrare nei corridoi del Tribunale e influenzare l’esito finale del voto. In realtà Toffoli avrebbe potuto votare. Non esistevano ostacoli giuridici, anzi i giuristi avevano elencato diversi precedenti. Soprattutto avrebbe potuto esprimersi sulla procedura di estradizione, nella quale non era mai intervenuto. Il Tribunale, infatti, con una scelta senza precedenti, e che molti hanno considerato quanto mai barocca, ha deciso di accorpare le due procedure: quella sulla costituzionalità della legge che attribuisce al ministro della Giustizia il potere di concedere lo status di rifugiato; e l’altra, sulla richiesta di estradizione avanzata dall’Italia. Il presidente Gilmar Mendes ha manovrato l’intera vicenda procedurale fornendo prova di notevole fantasia e creatività, al punto che nei manuali di diritto verrà ricordato come il fondatore del surrealismo giuridico brasiliano.
Dias Toffoli, giudice appena nominato al Supremo Tribunal Federal di Brasilia, ha formalmente annunciato che non prenderà parte alle votazioni che si terranno oggi e che decideranno se estradare o no Cesare Battisti. Come avvocato generale di stato si era espresso a favore della concessione di status di rifugiato politico concesso dal governo brasiliano; per questo precedente non voterà.


